Sgombero bottiglieria occupata via Savona, ecco perché era nata e cosa è successo ieri

Polizia_Di_StatoLo sgombero della Bottiglieria Okkupata di via Savona è terminato, dopo una giornata che lascerà un segno indelebile nella memoria dei milanesi e, soprattutto, dei residenti della zona Tortona.

 

L’edificio era stato oKKupato il 16 giugno a seguito dello sgombero del vicino centro sociale “Laboratorio Zero” in via Ripa di Porta Ticinese 83.

 

Proprio l’edificio del Lab Zero, infatti, era stato dichiarato inagibile e privo dei requisiti di sicurezza dell’abitabilità e, le Forze dell’Ordine, vi erano intervenute più volte, l’ultima il 13 novembre 2009 quando al suo interno era stato arrestato Valerio Ferrandi, figlio di Mario, ex esponente del gruppo terrorista di estrema sinistra Prima Linea.


A seguito di uno sgombero inizialmente pacifico, una vera e propria guerriglia urbana era scoppiata durante la notte, portando violenti scontri tra manifestanti e poliziotti (alcuni di questi ultimi colpiti dal lancio di oggetti, bottiglie di vetro e secchiate di ammoniaca),  la zona aveva subito una vera devastazione, segnata dal rovesciamento di motorini, cassonetti e danneggiamenti vari.

 

Da qui, gli anarchici erano quindi riusciti a penetrare nell’edificio di via Savona 18, facendo così iniziare l’OKKupazione della Bottiglieria.

 

I primi a protestare sono stati quindi i residenti, che hanno affermato che il degrado e il caos portato dall’oKKupazione ha “violentato l’equilibrio della zona”; tale situazione di disagio è stata poi riassunta dai promotori del Comitato Zona Tortona con lo slogan “libertà di manifestare le proprie idee, civiltà nel farlo”.

 

Con questa premessa durata 4 mesi, combattuti tra la resistenza degli oKKupanti e le petizioni disperate dei residenti, sostenute dagli appelli al Prefetto da parte del Comune e della Provincia di Milano, ieri mattina la Polizia ha dato inizio all’operazione di sgombero, penetrando nell’edificio abbattendone il cancello d’entrata con una ruspa, sotto la “calda” accoglienza di una pioggia di fumogeni e petardi lanciati dagli antagonisti.

 

Circa 350 i rappresentanti delle Forze dell’Ordine che tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e agenti della Digos hanno dovuto circondare la zona per renderla irraggiungibile tramite una cintura di agenti spiegati presse le  vie Solari, Montevideo, Cerano e viale Coni Zugna.


Proprio mentre l’operazione era in atto, infatti, attraverso internet l’organizzazione per prestare solidarietà agli oKKupanti si attivava senza sosta, vedendo il suo centro soprattutto all’Università Statale, dove una 50ina di studenti è riuscita ad organizzare un corteo non autorizzato (oltre ad aver affisso vari manifesti all’interno dell’Ateneo).

 

Nel frattempo, mentre la gli OKKupanti abbandonavano la Bottiglieria, 7 dissidenti erano sul tetto, anche se i Carabinieri hanno precisato che tali persone non sono salite dopo lo sgombero, ma si trovavano in presidio gia’ prima dell’inizio delle operazioni.

 

Proprio con i 7 dissidenti è iniziata la contrattazione, ma non per risolvere la questione, bensì per ottenere cibo e coperte, il tutto recato ai ragazzi direttamente dalla Polizia, insieme ad alcune imbracature ritenute necessarie dalle Forze dell’Ordine per evitare incidenti durante le ore notturne (sul luogo sono rimasti anche i Vigili del Fuoco).

Passando le ore l’atmosfera è poi degenerata, e se a giugno erano stati i motorini le prime vittime della devastazione, questa volte i manifestanti hanno ribaltato un’auto in via D’Annunzio.

 

Inoltre, bloccata circonvallazione interna in via Francesco Sforza con automobilisti nel caos, travolti e buttati per terra i bodoni delle immondizie e vari i lanci dei fumogeni nonché contusi riscontrati da entrambe le parti.

 

AGGIORNAMENTO del 15-10-2010, ore 9,45: Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno controllato via Savona per tutta la notte, tenendo a distanza gli ex occupanti, una cinquantina, che si sono riuniti all’angolo con via Montevideo, cantando e urlando slogan contro le Forze dell’Ordine fino alle prime luci dell’alba. Alle nove e mezza circa di questa mattina, secondo quanto riferito dall’avvocato Losco, i Carabinieri, senza alcun incidente, hanno fatto allontanare il gruppo ad una distanza ancora maggiore, tra le vie Savona e Bergognone. La zona rimane tuttora accessibile solo ai residenti, mentre i 7 ragazzi sul tetto sono rimasti ai loro posti, assicurati dalle imbracature e con le coperte e i beni di conforto recati loro dalla Polizia stessa. “Stanno bene e non hanno alcuna intenzione di scendere” da lì, ha fatto sapere l’avvocato degli oKKupanti.

 

AGGIORNAMENTO del 17-10-2010 ore 15,00: L’oKKupazione è terminata, anche gli ultimi dissidenti sono scesi dal tetto.

 

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Di Redazione
 
 

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