Moglie maltrattata Rho, arrestato pregiudicato. Come uscire dal silenzio

ArrestoQuando gli agenti sono giunti nell’appartamento la scena che si è presentata ai loro occhi è parsa subito eloquente: cocci di oggetti rotti sul pavimento e vetri infranti dappertutto. Anche una statua di gesso ribaltata al suolo, probabilmente durante quei concitati istanti. Un violento parapiglia in cui una donna di 45 anni, madre di una ragazza di 26 anni, è stata per l’ennesima volta vittima sacrificale della violenza del marito. L’esasperazione, però, questa volta è stata più forte di tutto, anche di quel muro di omertà eretto da lei stessa nel corso degli anni per paura di ritorsioni. L’uomo è stato così denunciato alle forze dell’ordine e arrestato per maltrattamenti in famiglia.

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ANGHERIE E UMILIAZIONI MAI DENUNCIATE – Il triste episodio ha avuto luogo la scorsa sera, mercoledì 27 agosto, a Rho, in un appartamento di via Terrazzano.

– Secondo quanto raccontato dalla stessa vittima agli agenti, le violenze domestiche erano iniziate già ai tempi del fidanzamento con quello che sarebbe poi diventato suo marito, un pregiudicato di 52 anni di origini italiane. Ma le percosse, anche dopo il matrimonio, erano proseguite con cadenza regolare ad ogni minimo battibecco.

– Anni di angherie e umiliazioni sopportate pazientemente, senza ribellarsi. E, soprattutto,  mai denunciate per paura che la brutalità dell’uomo si acuisse ulteriormente. A testimonianza delle botte ricevute dalla povera donna, solo le numerose visite presso il pronto soccorso locale per ricevere medicamenti. Gli ultimi delle quali risalenti al 2010, al 2012, al 2013 e agli scorsi mesi del 2014.

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IL CORAGGIO DI ROMPERE IL MURO DI OMERTA’ – Ieri sera, però, l’ennesima lite – avvenuta davanti agli occhi della figlia 26enne che ha poi confermato la versione della madre – è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

– La 45anne, malmenata ancora una volta in seguito ad un diverbio, ha afferrato il coraggio a due mani denunciando l’accaduto al 113. Al momento dell’arrivo dei poliziotti il pregiudicato non era in casa. Ma una volta tornato nell’appartamento è stato subito ammanettato e tradotto in carcere.

– Per la donna, ferita al capo durante la colluttazione, si è reso necessario il trasporto in codice giallo presso il nosocomio di Rho. La fine di un incubo, probabilmente, e – ci auguriamo – l’inizio di una nuova vita.

 

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S.P.

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