Nomadi arrestati per rapine Milano, la polemica infuria. Scriveteci la vostra

Pisapia-Comizio“In carcere cinque persone a vario titolo indagate di rapina aggravata, porto abusivo di armi da sparo, lesioni personali, furto aggravato, ricettazione e riciclaggio di autovetture: tutti residenti nei campi nomadi di via Idro e via Chiesa Rossa. È a queste persone che il Comune vuole far pagare l’affitto?”. Se lo domanda, non senza un filo di ironia, Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Regione, all’indomani delle cinque ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip Laura Anna Marchiondelli nei confronti di altrettanti nomadi di etnia sinti per fatti commessi nella provincia di Milano tra il 1° settembre 2014 ed il 28 ottobre 2014,

 

DE CORATO: “UNA LUNGA LISTA DI REATI” – La banda – in parte smantellata lo scorso 29 settembre a Cologno Monzese con l’arresto in flagranza di sei persone –  era specializzata in rapine a mano armata ai danni di esercizi commerciali. Crimini caratterizzati, secondo quanto riportato dagli stessi inquirenti, “da un’estrema violenza” nei confronti sia degli esercenti che degli sfortunati avventori, minacciati con percosse e, se era il caso, con colpi d’arma da fuoco.

– “E i crimini di cui sono accusati questi uomini non sono i primi tra le comunità residenti nei campi – sottolinea De Corato sulla sua pagina Facebook -. Ci vorrebbe un libro per elencarli tutti, ma possiamo citare, solo nel 2014, uno scontro con armi da fuoco in via Chiesa Rossa, un mitragliatore ritrovato in via Negrotto, rapine ai supermercati, richiesta del pizzo nelle metropolitane, occupazioni abusive di case popolari assegnate ad anziani, giro di prostituzione, banda con all’attivo 50 rapine”.

 

“PERCHÉ IL COMUNE CONTINUA A DIALOGARE CON QUESTE PERSONE?” – Un curriculum inquietante per una gang composta per la maggior parte da ragazzi poco più che maggiorenni. Quattro dei nove arrestati nel corso delle due differenti operazioni (quella del 29 settembre 2014 e l’ultima nelle scorse ore) avrebbero infatti tra i 18 e i 19 anni,  mentre il più giovane appena 16. Ventenni gli altri membri del sodalizio (20 e 24), ad eccezione dell'”anziano”  – anche unico italiano del gruppo – di 33 anni.

– “Oggi (ieri, n.d.r.) la polizia ha terminato un ottimo lavoro iniziato diversi mesi fa”. Ma per il vicepresidente comunale il problema è un altro: “Il Comune intanto continua a dialogare con queste famiglie, a pagare conti (174 mila euro per via Lombroso solo per i primi cinque mesi dell’anno) e a proporre sgomberi soft. Adesso dice pure che si farà pagare l’affitto. Mi mandino le ricevute, per favore!”.

 

GRANELLI: “PROGRESSIVA CHIUSURA DEI CAMPI” – Sul fronte opposto, di tutt’altro avviso è Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e Coesione sociale di Milano, il cui imperativo è uno solo: “Superare i campi rom regolari istituiti fin dal 1998 da passate amministrazioni”. E dopo le chiusure dei campi di via Martirano e  via Novara, “entro l’anno – promette l’assessore – chiuderemo quello di via Idro e proseguiremo con tutti gli altri”.

– Un tema, quello degli accampamenti rom abusivi, che a Milano pare ormai affondare le radici nella notte dei tempi e di cui le varie amministrazioni cittadine, presenti e passate, sembrano rimpallarsi vicendevolmente la paternità. “Ma con le Forze dell’Ordine – rassicura tutti Granelli – stiamo collaborando fattivamente per regolamentare tutte le situazioni di illegalità frutto di un ventennale abbandono, anche la Polizia locale fa la sua parte nelle strade di Milano”.

– La ricetta della giunta arancione, del resto, è arcinota: “Allontanamenti nelle occupazioni abusive e accoglienza nei Centri di Emergenza per chi accetta il percorso di inclusione. Progressiva chiusura dei campi regolari e nel frattempo censimento di chi vive in queste strutture perché, chi ha commesso illegalità o non paga un affitto mensile, vada via subito. Questo anche nell’interesse delle famiglie rom e sinti che rispettano la legge, lavorano e mandano i figli a scuola”.

 

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S.P.

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