Terapie tumore, riduzione vasi sanguigni tumorali attraverso un inibitore specifico, studio dimostrato dal San Raffaele di Milano

Inibire i vasi sanguigni tumorali e la crescita dei tumori senza indurre resistenza alla cura: uno studio del San Raffaele dimostra che bloccare la formazione di vasi sanguigni tumorali con un nuovo inibitore specifico arresta la crescita dei tumori e previene le metastasi. I Primi autori dello studio sono Roberta Mazzieri, Ricercatore Senior, e Ferdinando Pucci, borsista AIRC. Lo studio, condotto nell’Unità di Angiogenesi e Targeting Tumorale del San Raffaele, è stato coordinato da Michele De Palma, ricercatore del San Raffaele e da Luigi Naldini, Direttore dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica e Professore presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, ed è stato pubblicato on-line ieri, lunedì 11 aprile 2011, sulla prestigiosa rivista internazionale Cancer Cell.

 

ANTEFATTO: LA CRESCITA DEI VASI SANGUIGNI NEI TUMORI – Diversi inibitori dell’angiogenesi (il processo di formazione di nuovi vasi sanguigni nei tumori) sono oggi in uso nella pratica clinica contro alcuni tumori solidi: il capostipite di questi farmaci inibisce l’angiogenesi tumorale contrastando il VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), una molecola essenziale per lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni.

  • Per poter crescere, i tumori producono grandi quantità di VEGF e così stimolano la produzione di nuovi vasi sanguigni, che forniscono ossigeno e nutrienti alle cellule del tumore in attiva crescita.
  • Studi recenti realizzati sui modelli tumorali sperimentali hanno tuttavia mostrato che alcuni inibitori dell’angiogenesi tumorale inducono resistenza al trattamento: a breve tempo dall’inizio del trattamento, alcuni tumori non reagiscono più all’inbizione del VEGF e la formazione di nuovi vasi sanguigni riprende sfruttando altre molecole, sempre prodotte dal tumore, che stimolano l’angiogenesi.

 

IL PUNTO DI PARTENZA DELLO STUDIO DEL SAN RAFFAELE – Lo studio realizzato dai Ricercatori del San Raffaele ha dimostrato che l’angiopoietina-2 (ANG2), una molecola prodotta dai tumori, rappresenta un potente stimolo alla formazione di vasi sanguigni in diversi tipi di tumore sperimentale.

 

LA SCOPERTA DEL NUOVO INIBITORE PER BLOCCARE L’ATTIVITA’ DI CRESCITA DEI VASI SANGIGNI NEI TUMORI – La ricerca ha poi mostrato che l’attività “pro-angiogenica” dell’ANG2 può essere bloccata efficacemente mediante un nuovo inibitore specifico sviluppato da AstraZeneca. I ricercatori hanno infatti osservato che l’inibizione dell’ANG2 riduce notevolmente la formazione dei vasi tumorali e conseguentemente ritarda e, in alcuni casi, arresta la crescita dei tumori.

 

LA CONSEGUENTE SCONFOTTA DELLE METASTASI – Spiega De Palma: “L’importanza della scoperta sta nell’aver dimostrato che l’inibizione dell’ANG2 non induce resistenza al trattamento, anche a seguito di trattamenti prolungati nel tempo o in tumori che normalmente sviluppano resistenza all’inibizione del VEGF, limitando così la più insidiosa conseguenza del tumore: le metastasi”.

 

I VANTAGGI DELLA NUOVA STRATEGIA CLINICA – A cosa è quindi dovuta la particolare efficacia di questa nuova strategia antiangiogenica?

  • I ricercatori hanno osservato che l’ANG2, oltre a favorire direttamente la crescita dei vasi sanguigni tumorali, stimola l’attività di un particolare tipo di cellule derivate dal sangue, le cellule TEM, identificate dagli stessi ricercatori del San Raffaele diversi anni fa.
  • Le cellule TEM (TIE2-expressing macrophages) sono cellule del sangue della famiglia dei macrofagi che favoriscono la crescita di vasi sanguigni durante lo sviluppo dell’organismo o la riparazione delle ferite, quindi in normali processi fisiologici. Tuttavia, i tumori hanno imparato a sfruttare queste cellule a proprio vantaggio. Infatti, già nelle primissime fasi di crescita, il tumore “recluta” dal circolo sanguigno le cellule TEM che, una volta nel tumore, ne favoriscono la crescita, come in un “abbraccio” letale.
  • La nuova ricerca ha messo in luce che le cellule TEM, che presentano sulla loro superficie il recettore per l’ANG2, chiamato TIE2, necessitano proprio dell’ANG2 prodotta dal tumore per poter “abbracciare” le cellule dei vasi e promuoverne la crescita.
  • Infatti, a seguito dell’inibizione di ANG2, le cellule TEM perdono l’abilità di associarsi ai vasi sanguigni e questo ne indebolisce l’attività.

 

L’EFFICACIA DEL TRATTAMENTO – Ma come si traduce questo fenomeno nell’assenza di resistenza al trattamento?

  • E’ probabile che le cellule TEM siano responsabili dell’insorgere di resistenza al trattamento con altri inibitori dell’angiogenesi.
  • Infatti, queste cellule aumentano notevolmente nei tumori a seguito di diverse forme di terapia che bersagliano i vasi tumorali.
  • L’elevato numero di cellule TEM nei tumori trattati fornisce un aumentato supporto all’angiogenesi – una forma di protezione – che riesce a contrastare gli effetti effetti benefici della terapia anti-angiogenica.
  • Lo studio pubblicato su Cancer Cell dimostra che, in assenza di ANG2 o del recettore TIE2, le cellule TEM non sono in grado di svolgere la loro insidiosa funzione di supporto e i vasi sanguigni regrediscono.
  • Da qui l’assenza di resistenza a questo tipo di terapia anti-angiogenica.

 

LA NUOVA DOPPIA ARMA CONTRO IL CANCRO – La nuova ricerca dimostra che l’inibizione selettiva di ANG2 può quindi fornire una doppia arma

contro il cancro:

  • inibire i vasi sanguigni,
  • allo stesso tempo indebolire l’attività delle cellule TEM che ne promuovono la formazione.
  • Questo risultato si traduce nell’inibizione a lungo termine dei tumori sperimentali e delle loro metastasi a siti distanti.
  • Spiegano i ricercatori: “E’ importante sottolineare che, nonostante il nostro lavoro abbia fornito una incoraggiante prova di principio in modelli sperimentali, sarà a questo punto importante valutare gli effetti dell’inibizione di ANG2 in pazienti oncologici”.

 

INFORMAZIONI – Per ulteriori informazioni:

  • Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
  • Unità Operativa Servizio di Oncologia Medica, Settore B, piano –2
  • Via Olgettina, 60 – 20132 Milano
  • Accettazione Oncologia: Tel. 02-26.43.76.09

 

Leggi anche:

Tumore al pancreas, nuove terapie San Raffaele Milano, massimi esperti e contatti per i pazienti

Radioterapia innovativa Rapidarc Humanitas, gli entusiasmanti traguardi raggiunti contro il cancro

Ictus cerebrale, struttura specializzata ospedale San Giuseppe Milano, arriva la Stroke Unit

Sindrome di Rett, possibile terapia da Ricerca Telethon, Università di Torino e San Raffaele di Milano, dettagli

Test HIV e HCV gratuito, anonimo, immediato per tutto il 2011, ecco dove


Di Redazione

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here