Record Aids in Europa: nel 2014 oltre 142 mila diagnosi di Hiv

In un anno la Regione europea ha totalizzato più di 142.000 nuove infezioni, il numero più alto che mai, “La risposta nell'Unione europea non è stata abbastanza efficace”

Aids - Fonte foto, wikipedia.orgCon oltre 142.000 nuovi diagnosi di Hiv nel 2014, l’Europa ha registrato il più alto numero di nuove infezioni in un anno, dall’inizio dell’epidemia negli anni ’80. I dati recenti – diffusi in vista della Giornata mondiale Aids dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Ufficio regionale Oms per l’Europa – sono allarmanti e indicano che la crescita dell’epidemia è guidata dalla parte orientale del Vecchio continente, dove il numero di nuove diagnosi è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni.

La trasmissione eterosessuale è responsabile dell’aumento in Europa orientale, e quella attraverso le siringhe fra i tossicodipendenti rimane sostanziale. “Nonostante tutti gli sforzi per combattere l’Hiv, in un anno la Regione europea ha totalizzato più di 142.000 nuove infezioni, il numero più alto che mai.

Questo è un problema serio”, dice Zsuzsanna Jakab, direttore regionale Oms Europa. “Chiediamo ai Paesi europei di intervenire e arginare l’epidemia di Hiv una volta per tutte”.
“Dal 2004 i tassi di nuove diagnosi sono più che raddoppiati in alcuni Paesi, mentre si sono ridotti anche del 25% in altri. L’epidemia in generale però persiste, sostanzialmente invariata”, sottolinea Andrea Ammon, acting director Ecdc. “Questo significa che la risposta nell’Unione europea non è stata abbastanza efficace”.

L’esclusione sociale, sottolineano gli esperti, pone rifugiati e migranti più a rischio infezione. “I rifugiati e i migranti rimangono una priorità per la prevenzione e la cura dell’Hiv. Conflitti e disastri non dovrebbero pregiudicare l’accesso ai servizi per le persone che vivono con l’Hiv. Se rifugiati e migranti sono vittime di esclusione sociale nei Paesi di arrivo, sono più a rischio di infezione e questo può portarli a comportamenti a rischio”, avverte Jakab.

“L’Oms – conclude – sollecita tutti i Paesi europei a offrire misure di prevenzione e servizi di diagnosi e trattamento a tutti i rifugiati e u migranti, a prescindere dal loro status giuridico. Questo è anche il modo più sicuro per proteggere la popolazione residente dall’Hiv” (Fonte: Adnkronos.com).

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