Europei Basket, Italia – Israele 95-96. Disfatta azzurra. Ecco i perchè.

Siauliai (Lituania) – Game Over. Italia a casa. Eliminazione prematura dagli Europei lituani 2011 per la formazione di Simone Pianigiani. Quattro sconfitte su cinque gare pesano come un macigno. Anche oggi è arrivato l’ennesimo ko contro l’Israele, risultato finale: 96-95, dopo un tempo supplementare.

 

Sintesi Gara – A Siauliai va in scena l’ultimo confronto azzurro all’Europeo. Pianigiani disegna un quintetto iniziale con Mancinelli. Hackett, Bargnani, Gallinari e Belinelli. Il “Mago” anche oggi è il migliore dei nostri, con 26 punti all’attivo e 12 rimbalzi. Dall’alro lato Pnini ne fa 22. La serie dei parziali tra il primo l’ultimo quarto è la seguente: 27-26, 59-41, 79-60, 84-84. Italia sempre avanti fino all’ultimo periodo quando viene agganciata dagli israeliani. Solita difesa ballerina e spazi per le ripartenze avversarie. Ai supplementari ha la meglio la formazione allenata da Shivek in modo rocambolesco. Gallinari e Bargnani falliscono il colpo del ko sul 95 pari. Il Mago commette fallo in attacco, regalando due tiri liberi all’Israele. Green fallisce il primo, ma il secondo è letale.


A fine gara duro Pianigiani nei confronti dei suoi: “Avremmo potuto prendere 30 punti, in quel caso forse mi sarei sfilato la maglia azzurra. Per fortuna abbiamo reagito, anche se pure nel finale abbiamo commesso errori non accettabili. Il mio progetto va avanti, ma se la Fip pensa che qualcun altro può essere più utile di me alla Nazionale sono pronto a fare un passo indietro.” Il Presidente FIP Dino Meneghin replica:  “Simone non si tocca, andiamo avanti con lui fino al 2013 e poi sarà lui a decidere se voler proseguire o meno”, dichiara il numero uno della federazione a uno dei più noti quotidiani sportivi.

 

Tanti sono i fattori che hanno portato alla prematura eliminazione.

 

1. La difesa – Tallone d’Achille della squadra azzurra. Meccanismi mai assimilati dagli interpreti dello scacchiere di Pianigiani. Contro la Serbia abbiamo regalato secondo e terzo quarto. Meglio nella gara con la Lettonia , solo qualche sbavatura di troppo. Nel match al cospetto della Francia difesa ballerina e praterie per Parker e co. . Italia-Germania è stata la sagra degli errori che si è conclusa oggi contro Israele. C’è da lavorare. Pianigiani dal 2009 ad oggi sta costruendo un progetto importante. Ci vorrà del tempo.

 

2. Attacco – Coach Pianigiani aveva lanciato l’allarme già dal torneo dell’Acropolis: “L’unico problema davanti è la poca comunicazione tra i giocatori.” Questo è il fattore principale per il quale l’Italia non ha inciso più di tanto. La lucidità sotto canestro non è stata delle migliori, vedi oggi Gallinari ai supplementari. Unico “superstite” della disfatta resta Andrea Bargnani, trascinatore azzurro.

 

3. Progetto – Il progetto Pianigiani cominciò nel dicembre 2009. Da allora iniziò una lenta risalita del nostro basket. Certo, ci vorrà del tempo per far quadrare il cerchio in una formazione giovane come la nostra. Le pedine ci sono, bisogna fare le giuste mosse.

 

Giovanni Parisio

1 COMMENTO

  1. Gia’ nella gara precedente i numeri sono stati impietosi: 38 rimbalzi per la Francia, 19­ per l’ Italia. Anche contro la Germania il crollo è­ avvenuto nel finale, se ne può concludere che, più che­ la mancanza di freddezza nei momenti importanti della­ gara, sono mancate le forze degli unici tre giocatori­ del roster azzurro (Gallinari, Bargnani e Belinelli).­ Sul livello e l’ atteggiamento degli altri è meglio­ stendere un velo di indulgenza.
    Meneghin dev’­ essere ottimista per forza (è il presidente della FIP).­ La realtà è ben diversa. Il nostro paese non potrà­ sfruttare in alcun modo il suo potenziale, fino a­ quando le strutture continueranno a latitare. Oggi la­ stragrande maggioranza dell’ attività giovanile­ (Minibasket) è svolta da volontari che si dannano­ encomiabilmente l’ anima per promuovere la­ pallacanestro tra i più piccoli. E le famiglie devono­ contribuire, sia in termini economici (che per quanto­ modesti, possono rappresentare un ostacolo per molti),­ che logistici (le mamme scarrozzano i loro pargoli due­ o tre volte a settimana in palestra). In assenza di­ grandi numeri, programmazione e competenza, l’­ Italia dovrà attendere molto tempo ancora prima di­ poter gioire come ai tempi di Meneghin, Marzorati,­ Recalcati & Co

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