Chiusi centri massaggio Life via Teodosio e La Nuova Era via Inama, nell’operazione Body Massage

SaracinescaA seguito di indagini durate 4 mesi,  coordinate dal sostituto procuratore Ester Nocera, e realizzate con l’impiego di  20 agenti dell’Unità centrale informativa e del Nucleo operativo della Polizia Locale, due centri massaggi,  il ‘Life’ di via Teodosio e  ‘La nuova Era’ di via Inama, sono stati sequestrati.

 

Il sequestro è stato disposto dal GIP di Milano che ha emesso 3 ordini di custodia cautelare per i gestori, 2 in carcere e un terzo a domicilio, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

 

I soggetti arrestati sono tutti soggetti italiani: Vincenzo Mori di 40 anni e la suocera  Maria Nunziata Diprimo di 56 anni, pluripregiudicati e recidivi, sono stati tradotti presso la  casa circondariale di Milano; la  compagna di Mori, Vincenza Cisternini, 41 anni, è agli arresti domiciliari.

 

L’uomo e la compagna gestivano il centro massaggi di via Teodosio 37, mentre la mamma della donna gestiva quello di via Inama 25.

 

I locali erano disposti su due piani: quello superiore era attrezzato per il ricevimento dei clienti con cassa e reception mentre, i massaggi, venivano effettuati nel locale seminterrato dove erano state realizzate tre cabine chiuse attrezzate.

 

Ogni centro contava tra i  5 ed i 10 clienti giornalieri con un tariffa media per la prestazione sessuale di 50 euro.

 

Il volume d’affari stimato per ogni esercizio è di circa 25 mila euro mensili.

 

Le ragazze, pagate in nero, erano per lo più brasiliane, peruviane, romene, albanesi e moldave.

“Con questa operazione – spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato – salgono a 7 i centri massaggi sequestrati grazie ad attività  di indagine della Polizia Locale. Atri sigilli sono stati apposti in via Lomazzo, Giordano Bruno, Gluck, Venini e Anfossi. E recentemente per via Anfossi è arrivata anche la sentenza, emessa dal gip, a carico della tenutaria, una thailandese di 44 anni, condannata a 2 anni di reclusione per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione oltre al pagamento di 4 mila euro di multa più le spese processuali e di custodia cautelare”.

 

“A oggi a  Milano  – sottolinea De Corato – risultano in attività 388 centri massaggi: 15 anni fa erano solo 4. E nel 2010 si sono registrate 117 nuove aperture, circa una ogni 48 ore. Una proliferazione determinata dalla liberalizzazione del commercio avviata dal decreto Bersani. E su cui il Comune non può far nulla per impedire le aperture, visto che non concede licenze commerciali ma viene solo informato dall’avvenuta dichiarazione di inizio di attività  produttiva. In assenza di una normativa  che disciplini queste attività anche dal punto di vista orario, il Comune è intervenuto  in alcune aree critiche con le ordinanze, che hanno imposto la chiusura anticipata alle 20 punendo le violazioni con 450 euro di multa. Finora sono una quindicina le attività di questo tipo già sanzionate, di cui una decina solo nell’area di via Padova”.

 

“L’attuale sequestro di esercizi gestiti da italiani (come lo era stato per quello di via Gluck) – aggiunge De Corato –  dimostra poi che in questo business si sono lanciati non solo i cinesi (che pure vantano ben 92 attività del genere). E conferma che spesso questi locali sono il paravento di attività di prostituzione. Che a oggi non è reato. E pertanto per effettuare un sequestro occorre dimostrare il favoreggiamento o lo sfruttamento, puniti dalla legge Merlin. Dunque, serve  coinvolgere  una terza persona che tragga benefici”.

 

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 Di Redazione

 

 

 

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