Vigile arrestato Carpiano, è accusato di aver chiesto danaro ai clienti delle prostitute “per chiudere un occhio”

EuroGuai seri per un 50enne, agente della polizia locale di Carpiano, finito in manette lunedì mattina con l’accusa di estorsione ai danni di alcuni clienti di prostitute sorpresi sulla provinciale Binasca. Per chiudere un occhio, infatti, pare che il vigile si “accontentasse” di 100 euro, anche 50 in alcuni casi. In cambio, la promessa di non venire multati dopo essere stati pizzicati con una prostituta. Un silenzio che ai clienti, tutto sommato, deve essere sembrato anche a buon mercato, se paragonato al possibile disastro domestico che ne sarebbe scaturito qualora le mogli fossero venute a conoscenza dell’accaduto. E gli affari, se si considera l’elevato numero di prostitute presenti sulla provinciale Binasca, devono essere stati lucrosi per il vigile,  fino a quando, però, il protagonista del raggiro non è diventato oggetto di investigazione da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Milano.

 

In base a quanto emerso infatti, le indagini nei confronti dell’agente sono scattate in seguito ad un grave episodio di violenza sessuale avvenuto lo scorso aprile. In quell’occasione, sei uomini di origini sudamericane erano stati arrestati con l’accusa di aver sequestrato e violentato a più riprese alcune prostitute provenienti dall’Est Europa e “operanti” sulla Binasca.

 

Dopo aver raccolto le testimonianze rese da alcune di loro, i Carabinieri erano stati messi al corrente dell’esistenza di un fantomatico vigile di circa 50 anni dal fare quantomai sospetto.

 

L’uomo, infatti, con una certa frequenza, dopo aver raggiunto i clienti a bordo della sua auto di servizio, era solito fermarli mentre erano appartati con le prostitute nei pressi di un hotel vicino alla Cascina Belvedere.

 

A questo punto, dopo aver fatto presente al malcapitato di turno di dovergli infliggere 500 euro di multa come da regolamento comunale, gli proponeva quello che secondo lui era un affare molto più vantaggioso: una o due banconote da 50 euro per non verbalizzare l’accaduto ed evitare così spiacevoli conseguenze. Una sorta di mutuo soccorso.

 

Grazie ai controlli incrociati effettuati dagli investigatori, gli Inquirenti avrebbero attribuito al vigile, solo tra aprile e maggio,  la paternità di almeno tre tentativi di estorsione andati a buon fine. Un numero che secondo l’accusa, però, sarebbe destinato a salire. Per l’agente, intanto, su richiesta del gip del Tribunale di Lodi, si sono spalancate le porte del carcere.   

 

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S.P.

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