Proteste piazza Castello Milano, i residenti: “Svegli fino all’una del mattino per un concerto allestito sotto le case invece che al parco, basta!” Foto e video

Continua la battaglia dei residenti di piazza Castello, dove il Comune insiste a programmare eventi tra case e cemento, invece di collocarli nell’attiguo e funzionale parco Sempione. Continuate a scriverci a redazione@cronacamilano.it

piazza-castello-2Ancora proteste in piazza Castello dove, per i residenti, sembra proprio non esserci pace: l’ultima, solo in ordine cronologico, è stata la “Festa della Musica” di mercoledì 21 giugno 2017, manifestazione che ha consentito musica a tutto volume fino all’una del mattino, verso un’affluenza di poche decine di persone lungo tutto l’arco del pomeriggio e della nottata. Da contro, residenti disperati: il paco del concerto, infatti, non è stato allestito all’interno dell’attiguo parco Sempione, bensì scelleratamente a ridosso delle case, obbligando il quartiere a rimanere insonne in piena settimana, fino a notte fonda. Di seguito la segnalazione inviata alla nostra redazione (redazione@cronacamilano.it) da una residente:
VIVERE IN PIAZZA CASTELLO – “Ormai vivere in piazza Castello è diventato un incubo – esordisce la nostra lettrice – e la cosa peggiore è che segnalare i problemi al Comune, ai nostri assessori o alla Polizia locale non serve assolutamente a niente”.
C’È IL PARCO: FATELI LÌ GLI EVENTI! – “Nessuno dice che non si debbano fare eventi per i cittadini – prosegue la residente –, ma il Comune deve allestirli nel parco, non a ridosso delle case!
– “Tra l’altro, se per i residenti la situazione è invivibile di notte – prosegue – anche per gli stessi cittadini non è ottimale di giorno, perché che senso ha organizzare gli eventi sul cemento e sotto il sole a 40 gradi, quando attiguo a piazza Castello c’è uno dei più vasti parchi di Milano? Il pubblico potrebbe godersi gli eventi al fresco delle piante, e i residenti potrebbero godersi la tranquillità di stare a casa propria, di giorno e di notte.
– “E non è un caso che proprio la ‘Festa della Musica’ abbia, tra le sue location, il parco Forlanini: perché, quindi, nel nostro caso non è stato usato il parco Sempione, ma la strada dove la gente abita, costringendola a subire un frastuono inaudito?”
LA “FESTA” DELLA MUSICA – “Dopo aver tentato di trasformare la piazza in un suk due anni fa – spiega ancora la cittadina –, averci eliminato pure 250 parcheggi (in merito stiamo ancora aspettando che l’assessore Granelli ci spieghi dove hanno “trasferito” i posti auto epurati a gennaio in via Ricasoli, con la promessa di ricollocarli a breve), dopo la piazza-castelloprogrammazione sistematica di ogni tipo di maratone che, puntualmente, lascia dietro di sé una piazza coperta da ogni tipo di rifiuto (nella foto, un estratto del tappeto di bottiglie d’acqua lasciato sabato 17 giugno dai partecipanti alla  ‘Lierac Beauty Run’), adesso anche la musica a tutto volume, che forse è la cosa più intollerabile in quanto, davvero, non c’è difesa.
– “L’avvisaglia l’avevamo già avuta 3 settimane fa – osserva la lettrice –, con il Festival del Gelato: 4 giorni durante i quali, ininterrottamente, musica e djset hanno regnato incontrastati a causa degli amplificatori posti a cornice della manifestazione e, neanche a dirlo, dov’erano le postazioni? A pochi metri dalle case, ovviamente, rendendo il frastuono insostenibile, e impossibile il riposo durante i 4 giorni di festa (in concomitanza, infatti, cadeva la Festa della Repubblica e un ponte che avrebbe dovuto concedere riposo e quiete a tutti, mentre così non è stato).
– “Mercoledì 21 giugno – aggiunge –, ieri, è toccato invece alla “Festa della Musica”: hanno iniziato a suonare alle 7 di sera circa, con tanto di baracchino di fianco al palco con vendita di birra e porchetta, e il frastuono è andato avanti fino all’una del mattino.
UN QUARTIERE INSONNE, PER UN PUBBLICO DI 20 PERSONE SCARSE –  “Tra i piazza-castello-7paradossi più evidenti – prosegue la cittadina –, in primis il pubblico inesistente: come si vede in tutte le foto che ho scattato dalla mia finestra, ci sarà stato un viavai alternato di 10/20 persone durante tutto l’evento. E per questo un intero quartiere deve stare sveglio fino all’una del mattino? Dove sono finiti il rispetto della quiete pubblica e il diritto al riposo?
“IL TUTTO, UN MERCOLEDì SERA QUALSIASI, QUANDO IL GIORNO DOPO SI LAVORA” – “Inoltre, non si parla di un concerto di venerdì o sabato sera – osserva la residente –, quando mediamente il giorno dopo la gente può dormire: era mercoledì, in piena metà settimana.
– “Con che diritto – chiede –, il Comune ha permesso un frastuono insostenibile fino all’una del mattino in piena settimana, senza alcuna ricorrenza tradizionale, patronale o altro a giustificarlo??
– “Senza contare – aggiunge – che non c’è solo gente che lavora, tra i residenti, ovviamente ognuno ha il proprio motivo per voler (aver diritto a) dormire: anziani, persone con malattie gravi, mamme con bambini piccoli, turnisti, studenti eccetera.
IL VIDEO E LA RISPOSTA DELLA POLIZIA LOCALE – “Disperata, a mezzanotte e mezza ho fatto un video, per far comprendere a quale livello impazzasse la musica, e ho chiamato la Polizia locale – si avvia a concludere la cittadina –, la cui la risposta è stata ‘Abbiamo già ricevuto dei reclami, signora, ma sa, è estate. Se avremo una pattuglia libera però la mandiamo’. Certo, come no. Difatti non è arrivato proprio nessuno.

“IN CONCLUSIONE: NO, NON È GIUSTO”– “A questo punto – conclude la nostra lettrice –, davvero ci sentiamo abbandonati. Alcuni residenti scrivono costantemente al Comune nella vana speranza di ottenere almeno una risposta, ma gli assessori non si scomodano neanche a mandare una mail, o a farla mandare dai propri tirapiedi. L’unica cosa che mi sento di dire, è che non è giusto: non è giusto imporre  scelte che ledono il benessere di un quartiere, quando basterebbe tanto poco per rendere tutti soddisfatti; non è giusto prendere in giro i cittadini riempiendosi la bocca con il binomio di comunicazione & sinergia, quando puoi crepare e tanto non ti risponde nessuno; non è giusto comportarsi come se si fosse i padroni di una città, che invece si dovrebbe amministrare seguendo le linee del buon senso, del rispetto civico e del mantenimento del bene comune”.

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