Ticket Area C Milano, corsi Croce Rossa sospesi perché Comune nega esenzioni ai volontari

Nonostante il Comune di Milano abbia deciso di destituire la vecchia pollition charge (se il mio veicolo inquina  pago), in favore  della nuova congestion charge (usando l’auto creo traffico quindi comunque pago), le deroghe alla gabella di Area C esistono, e non in scarsa quantità. Tuttavia, non mancano decisioni che fanno scalpore.

 

ALCUNE CATEGORIE ESENTATE DAL TICKET AREA C – Sono ad esempio esentati dal pagamento del ticket Area C i veicoli degli operatori sociali riconosciuti dall’Amministrazione comunale, nonché i veicoli privati utilizzati dal personale sanitario dipendente delle strutture ospedaliere e delle aziende sanitarie locali per ragioni di servizio. Non pagano neppure i veicoli che espongono il contrassegno invalidi con il titolare a bordo; quelli muniti permanentemente di speciali attrezzature per il trasporto dei disabili motori; i mezzi di giornalisti e poligrafici dipendenti di gruppi editoriali con sede operativa nella Cerchia dei Bastioni per esigenze di servizio o, giustamente, gli appartenenti alle Forze Armate e di Polizia domiciliati nelle caserme entro la Cerchia.

  • In tutto ciò una grande, incomprensibile lacuna: e i volontari della Croce Rossa?

 

I GRANDI ESCLUSI: I VOLONTARI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA – Da quanto emerso e confermato dall’assessore alla Viabilità, Pier Francesco Maran, durante l’esplosivo incontro con i residenti di Zona 1 svoltosi lunedì 9 gennaio, purtroppo non si tratta di una semplice dimenticanza, ma una decisione fatta e finita: i volontari della CRI dovranno pagare il ticket. Nessuna deroga per chi senza percepire alcun compenso si mette a disposizione del prossimo più fragile e bisognoso.

 

LA QUESTIONE ERA NATA LO SCORSO OTTOBRE – L’iniziale presentazione della problematica risale allo scorso ottobre, quanto il Commissario Regionale della CRI Lombardia, Maurizio Gussoni, è stato invitato da Palazzo Marino ad un confronto su Area C.

  • In tale occasione,  Gussoni aveva esposto l’esigenza di quelli che chiama paternamente “i miei ragazzi”: persone che giungono da tutta la Lombardia per seguire i corsi che si svolgono alla sede milanese della struttura, in via Caradosso, all’interno dell’Area C.
  • “Durante le lezioni, i volontari imparano le tecniche da insegnare successivamente ai cittadini e agli enti interessati”, aveva spiegato Gussoni. “Si tratta di insegnamenti di massima importanza, come ad esempio le procedure di disostruzione pediatrica”. Per intenderci, si tratta della tecnica salva-vita da adottare tempestivamente quando i bambini, soprattutto neonati, ingoiano piccoli oggetti o cibo che provocano loro il soffocamento. In questo caso, sono a dir poco agghiaccianti i dati che evidenziano la differenza tra un intervento immediato e l’attesa degli operatori: o la vita, o la morte.

 

IL NO DEL COMUNE, APPRESO ATTRAVERSO I GIORNALI – Esposte le varie necessità, l’incontro tra gli operatori e Palazzo Marino si era concluso con la logica promessa di ritrovarsi in seguito per ultimare le soluzioni caso per caso.

  • Tale fattispecie, tuttavia, non si è mai verificata, e nonostante le deroghe siano state concesse e divulgate direttamente attraverso gli organi di stampa, i 10 accessi pari a 50 euro settimanali richiesti per i volontari della CRI, e certificabili con massima trasparenza in modo da evitare qualsiasi abuso, sono stati negati.
  • Nessuna spiegazione, in merito, e nessun successivo confronto con il giovane assessore Maran, più volte contattato dal commissario della CRI Lombardia, Gussoni, al fine di comprendere quantomeno le motivazioni di una tale decisione.

 

LA CONFERMA DEL RIFIUTO, DURANTE L’ASSEMBLEA DEI RESIDENTI DI ZONA 1 – La posizione del Comune, tuttavia, è emersa solida ed immutabile, finché la conferma diretta è arrivata due giorni fa, durante l’incontro degli inferociti residenti di Zona 1, costretti a “pagare una tassa” per uscire dalle proprie case, recarsi a lavorare, portare i bambini a scuola o tornare dal supermercato con tutti i sacchetti della spesa.

  • Al termine del garbato intervento di Maurizio Gussoni, l’assessore Maran è stato di poche parole che non hanno lasciato scappatoie: i volontari dovranno pagare, altrimenti prendano i mezzi pubblici.
  • Innegabile lo stupore conseguente, anche perché i volontari non solo giungono da tutta la Lombardia, ma recano con sé materiali di peso notevole, come ad esempio gli speciali manichini utilizzati durante i corsi per le dimostrazioni: solo il peso di ognuno di loro è di oltre 40 chili.

 

LA REPLICA DI GUSSONI – Offeso e sbalordito da una tale presa di posizione, Maurizio Gussoni ha chiarito che non obbligherà i propri ragazzi a pagare la gabella del Comune per potersi mettere al servizio di chi ha bisogno e, alla sua scelta, si è associato anche il commissario del comitato locale di Milano, dott. Luca Bottero.

  • “Da oggi la collaborazione con il Comune di Milano diventa più difficile”, ha dichiarato Gussoni,  “e come prima cosa sospendo a tempo indeterminato tutti i corsi alla nostra sede milanese di via Caradosso.
  • “La presa di posizione del Comune di Milano a danno dei volontari della CRI, indipendentemente dal fatto economico, rappresenta un’autentica offesa verso una delle istituzioni più antiche e gloriose d’Italia. Per questo credo che in futuro sarà molto difficile mettere in essere forme di collaborazione con il Comune di Milano, come difficile sarà proseguire in quelli attualmente allo studio.
  • “Il tutto – conclude Gussoni –  considerando anche che la CRI, da sempre, si muove autonomamente per correre in soccorso dei cittadini e, specialmente, dei vulnerabili”.

 

APPROFONDIMENTO – Per leggere l’intervista integrale rilasciata dal commissario regionale della Croce Rossa Italiana di Lombardia, CLICCA QUI

 

AGGIORNAMENTO del 16 gennaio ore 6,00: Per conoscere quanto replicato dal sindaco Pisapia e prontamente ribattuto da Maurizio Gussoni, CLICCA QUI

 

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V.P.

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