Azzolini al Comune di Milano, manifestazione dei sindacati dei poliziotti: è inaccettabile

C’erano il COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia), Sap (Sindacato Autonomo di polizia) e Ugl (Unione Generale del Lavoro): tutti si sono radunati ieri pomeriggio in piazza Scala, per manifestare contro il Sindaco Pisapia.

 

PIAZZA SCALA DIVISA TRA LA PROTESTA DEGLI AMBULANTI DI BONOLA E DEI POLIZIOTTI DEL COISP – Mentre ai piedi di Palazzo Marino troneggiavano le decine di cartelli allestiti dai venditori del mercatino di Bonola, scacciati dall’area dove da 12 anni prendeva vita ogni domenica lo storico “mercato delle pulci”, a lato della piazza erano i poliziotti a dar fiato alla propria manifestazione, con tanto di cartonati in divisa colpiti alle spalle da una coltellata.

 

AZZOLINI E LA SUA NOMINA A CAPOGABINETTO DEL VICESINDACO – La protesta dei poliziotti è stata causata dalla decisione dal rappresentante dei cittadini di Milano, il Sindaco Giuliano Pisapia, di nominare Maurizio Azzolini a Capogabinetto del Vicesindaco di Milano.

– Azzolini, infatti, già funzionario comunale, è collegato a fatti drammatici per la vita di Milano, e in particolare alla manifestazione di antagonisti tra i quali fu uno dei protagonisti, il 14 maggio 1977.

– “Quel giorno – spiegano i presenti – furono tanti a sparare contro le forze dell’Ordine. E sotto i proiettili degli antagonisti cadde, morto ammazzato, il vicebrigadiere Antonio Custrà, raggiunto da un proiettile per il quale fu arrestato Mario Ferrandi. Anche Azzolini sparò contro la Polizia: non riuscì ad uccidere nessuno, quel giorno, ma le sue azioni gli costarono una condanna a 5 anni di galera”.

 

LE PAROLE DEL COISP – Nel frastuono assordante la protesta, la piazza è invasa anche da striscioni e slogan.

– “La decisione del Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, di nominare Maurizio Azzolini a Capogabinetto del Vicesindaco di Milano, è assolutamente inaccettabile” spiegano i rappresentanti del COISP, per il quale è presente anche segretario nazionale del Coisp, Franco Maccari.

– “Non e’ una questione personale contro Azzolini – ha spiegato Maccari – è solo una questione di opportunità. C’è gente che porta ancora le ferite sulla propria pelle per quanto fatto dai terroristi”

– “E’ un vero scandalo – aggiungono dal COISP, – che un personaggio che ha sparato contro i poliziotti nella stessa giornata del 14 maggio 1977 in cui è stato ammazzato il Vicebrigadiere Antonio Custrà, e che solo grazie al caso o alla cattiva mira non è un assassino, oggi rivesta tale ruolo.

– “Il COISP – proseguono – condivide la dura e dignitosa presa di posizione del Consigliere Comunale e Segretario Gen.le Provinciale del COISP di Milano, Carmine Abagnale, che pur con grande rispetto dell’Istituzione, rifiuta di condividere la presenza nell’aula consiliare con l’ex terrorista Maurizio Azzolini.

– “L’aver ricevuto condanne, l’essersi attivato nel tentativo di uccidere più vite umane, costringe a non dimenticare quanto di più vergognoso ha fatto Azzolini contro lo Stato, i cittadini e coloro che ne difendono le libertà costituzionali.

– “Il dolore per l’assurda morte del nostro collega Antonio Custrà – concludono dal COISP – non può essere cancellato dal tempo ed ad un aspirante assassino non è certo sufficiente una brillante carriera nei palazzi della politica per potersi guadagnare il rispetto di quei Servitori dello Stato che hanno sempre difeso le Istituzioni democratiche a rischio della propria vita. E che continuano a farlo!

 

LE RICHIESTE A PISAPIA – Tra i presenti in piazza della Scala, oltre ai rappresentanti dei Poliziotti e i tanti cittadini, ci sono anche alcuni familiari delle vittime del terrorismo, come Giovanni Berardi, figlio del maresciallo di Polizia Rosario Berardi, assassinato a Torino dalle Brigate Rosse il 10 marzo 1978, durante un agguato.

– “Il COISP manifesta per far comprendere al Sindaco Pisapia l’opportunità di rimuovere immediatamente Azzolini dal prestigioso incarico che riveste in seno all’Aministrazione comunale di Milano”, spiegano i portavoce dell’iniziativa.

– “Il fine della nostra manifestazione, inoltre, è quello di ricordare Antonio Custrà, un eroe incredibilmente dimenticato dalla pretesa inaccettabile di ripulire una coscienza che nuova non potrà mai tornare, e rammentare anche, a tutti, che gli errori si pagano durante una vita intera. Per taluni di questi, poi, una vita non dovrebbe nemmeno bastare.”

 

LA RISPOSTA DI PISAPIA La risposta di Pisapia alle proteste, ancora una volta, purtroppo, non è pervenuta.

Il rappresentante di tutti i cittadini di Milano, all’interno delle sale di Palazzo Marino, non si è palesato se non attraverso la proposta di incontrare qualcuno in sua vece, nel dettaglio Paolo Limonta: noto attivista dei centri sociali milanese, coordinatore dei comitati per Pisapia e ora responsabile dell’ufficio rapporti con la città.

Al rifiuto con relativa richiesta di incontrare il Sindaco, Pisapia, sempre dall’interno delle reverende sale di Palazzo Marino, ha replicato attraverso il proprio Ufficio Stampa: “Sono assolutamente disponibile a incontrare i rappresentanti dei sindacati della Polizia di Stato. Ma penso che un incontro, per essere proficuo, debba riguardare la totalità delle sigle sindacali che rappresentano gli agenti e non solo una parte di esse. In questo modo – ha concluso Pisapia – si potranno affrontare in modo completo tutte le problematiche di cui si sta discutendo in questi giorni’’.

Intanto, però, nessuna risposta concreta è stata ancora formulata: “Manifesteremo ancora – concludono quindi, caparbi e forti dei propri principi, i sindacati. E aggiunge Maccari: “Organizzeremo altre manifestazioni. Noi non ci fermeremo qui”.

 

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di Redazione

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