Uccisa da ex marito via Barrili 9, Stadera, le spara al torace e alla testa in un cortile, lascia il cadavere a terra e se ne va

L’omicidio è avvenuto ieri pomeriggio in via Barrili 9, quartiere Stadera.

 

Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla Polizia, sembra che si sia trattato di un litigio degenerato fino al drammatico gesto.

 

Per cause ancora da accertare, l’ex marito 28enne avrebbe sparato alle ex moglie 30enne, entrambi italiani, colpendola al torace e alla testa.

 

L’uomo è stato poi fermato dalla Polizia: da quanto emerso sembrerebbe che dopo aver ucciso la vittima ne avesse lasciato il cadavere nel cortile dell’abitazione andandosene subito dopo, per chiudersi in un appartamento.

 

Sono attualmente in corso le indagini per ricostruire causa e dinamica del tragico gesto.

 

AGGIORNAMENTO del 3-9-2010 ore 8,39 : L’uomo si trovava sul balcone del suo appartamento quando ha sparato alla vittima, in cortile. La lite è scoppiata in merito all’affidamento dei 3 figli della coppia originaria di Catania, operaio lui, Giuseppe di Stefano, casalinga lei, Teresa Patania. La Polizia è stata chiamata da un vicino di casa. I Poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento dove si era rinchiuso Di Stefano indossando giubbetti antiproiettile, poiché al loro arrivo l’uomo si era affacciato al balcone con la pistola in mano. Subito dopo l’arresto, gli agenti hanno portato Di Stefano in Questura salvandolo da un probabile linciaggio, poiché nel frattempo erano riuniti nel cortile i vicini di casa, gli amici e i parenti della vittima, tutti residenti nei pressi. L’arma del delitto sarebbe una Beretta semiautomatica calibro 22 con numero di matricola abrasa, non dichiarata. L’inchiesta intanto è passata nelle mani del PM di Milano Maria Vulpio e, i tre bambini, sono stati per ora affidati ai nonni.

 

AGGIORNAMENTO del 5-10-2011 ore 09,00: Il pm Maria Vulpio ha chiesto la condanna all’ergastolo per Giuseppe Di Stefano, 28 anni, ex marito di Teresa Patania.

 

AGGIORNAMENTO del 12-10-2011 ore 14,00: Giuseppe di Stefano è stato ondannato a 20 anni di reclusione. La condanna è stata inflitta con rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo della pena, dal giudice per l’udienza preliminare Anna Maria Zamagni. Il pubblico ministero Maria Vulpio il 4 ottobre aveva chiesto per l’imputato la condanna all’ergastolo, ma il gup ha escluso che abbia ucciso con le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti.

 

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Di Redazione

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