Evasione fiscale Como, Guardia di Finanza scopre frode da 57 milioni di euro, dettagli

L’operazione è in corso da stamattina, ad opera del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como

 

I PROVVEDIMENTI IN CORSO – Secondo quanto spiegato, i finanzieri stanno dando esecuzione ai seguenti provvedimenti emessi dal gip Nicoletta Cremona:

 

 

– 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere,

– 23 perquisizioni di abitazioni e sedi societarie,

– al sequestro di numerosi beni immobili, sia residenziali che industriali, autovetture e conti correnti per un valore di circa 18 milioni di euro.

 

GLI INDAGATI – I soggetti destinatari delle operazioni sono 27, tutti indagati nell’ambito di una complessa attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica lariana, per la repressione delle frodi fiscali.

– Al centro dell’indagine varie attività fraudolente messe in atto da un’azienda comasca operante nel settore dei metalli ferrosi.

– Le società complessivamente coinvolte sono 20, tutte con sede nel nord del Paese, tra Lombardia, Piemonte e Veneto.

 

LA DINAMICA DELLA FRODE – Le indagini delle Fiamme Gialle hanno permesso di ricostruire un complesso meccanismo fraudolento messo in atto negli anni 2009/2010.

– Tale attività illecita era realizzata attraverso l’emissione e l’annotazione, da parte di società riconducibili agli indagati, di centinaia di autofatture false, intestate a soggetti privati (nella maggior parte dei casi persone decedute o semplici pensionati assolutamente inconsapevoli), attestanti scambi commerciali di migliaia di tonnellate di scarti di ferro, lamiere ed ottone mai avvenuti.

– Questo artificio permetteva ai reali fornitori (società commerciali realmente esistenti coinvolte nella frode) di cedere il materiale “in nero”, cioè in totale evasione d’imposta, ad altre aziende interessate dalla frode fiscale.

– A rendere particolarmente insidioso il sistema fraudolento è stato il continuo e massiccio uso di denaro contante per pagare le cessioni “in nero”, circostanza che ha reso particolarmente arduo il compito di ricostruire con esattezza le reali operazioni commerciali poste in essere.

– Un altro importante fatto emerso dalle indagini è che i reali destinatari della merce venduta “in nero”, nella maggior parte dei casi erano privi delle autorizzazioni ai fini ambientali che la legge prevede in capo agli operatori del settore.

 

LE CIFRE DELL’EVASIONE – Fino ad oggi, e salvo il successivo naturale sviluppo ai fini fiscali delle indagini penali, che comunque ancora proseguono, le cifre della frode sono rilevanti:

– individuati elementi di reddito sottratti a tassazione per 57 milioni di euro,

– fatture false per un totale di 31 milioni di euro.

 

LE ACCUSE – I reati contestati a vario titolo sono:

l’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale,

l’emissione ed utilizzo di fatture false,

la violazione della normativa ambientale.

 

I BENI SEQUESTRATI – Il patrimonio sottoposto a sequestro si compone di:

– 9 immobili residenziali (tra cui abitazioni di pregio a Courmayeur, Valtournenche, e Camogli),

– 2 stabilimenti industriali,

–  60 automezzi commerciali,

– 20 autoveicoli

– 75 conti correnti bancari e postali,

– il tutto per un valore complessivo pari ad oltre 18 milioni di euro.

 

LA CHICCA: FERRARI E LAMBORGHINI – Tra le autovetture sequestrate, fanno bella mostra di sé una Ferrari F430 ed una Lamborghini Gallardo, che il titolare della principale azienda coinvolta aveva presumibilmente acquistato con i proventi della frode.

– La Ferrari era stata negli ultimi giorni delle indagini intestata ad una società romena, ma l’espediente non ne ha impedito il sequestro.

 

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Di Redazione

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