Recensione “Guerra al Virus” di Roger Spottiswoode, la diffusione dell’Aids raccontata in chiave sociologico-politica

Contemporaneamente al capolavoro con Tom Hanks e Denzel Washington, “Philadelfia”, nel 1993 venne realizzato un film tv non solo dal cast stellare, ma anche all’insegna di una disamina sociologica e politica di raggio molto più ampio, che parte dagli albori della malattia. Si tratta di “Guerra al Virus” di Roger Spottiswoode, tratto dal  romanzo “And the bandplayed on”, scritto dal giornalista e attivista gay Randy Shilts

 

LA TRAMA – Un ricercatore informa una paziente, operata al cuore e reduce da una trasfusione per l’intervento, che le è stato trasfuso sangue infetto non controllato a dovere da una banca del sangue.La reazione dell’incredula sfortunata è gelida: “Volete dirmi che continueranno a diffondere  scientemente questa malattia?” Questa scena, meglio di altre nel film tv di Spottiswoode, riassume il significato intorno al quale si sviluppano le tematiche raccapriccianti inerenti alla “nuova” malattia.

– Parallelamente, il giovane medico virologo Don Francis (interpretato da Matthew Modine), reduce dall’Africa per la lotta al virus Ebola, giunge a San Francisco per coadiuvare altri medici del dipartimento della salute, tutti impegnati nelle indagini circa le cause della diffusione della malattia, prima che questa si diffonda a macchia d’olio.

– Diffusasi soprattutto fra le comunità gay degli Stati Uniti, la malattia verrà denominata, in chiave superficiale e discriminatoria, il “cancro dei Gay”. Ben presto emergeranno tuttavia anche le responsabilità delle banche del sangue, colpevoli di non controllare i campioni dei donatori destinato alle trasfusioni, della classe politica piuttosto conservatrice e bigotta e, infine, delle lobby medico – farmaceutiche restie a investire denaro nella ricerca per un numero, a loro parere, ancora esiguo di morti.

– Tra i personaggi, il Dott. Francis cerca di collaborare con il Dott. Robert Gallo (interpretato da Alan Alda), altro luminare virologo. Tuttavia, anche in questo caso, la cooperazione risulta conflittuale: Gallo, infatti, vuole assumersi il merito di primo scopritore della malattia in questione, e vede in Francis una persona che potrebbe compromettere tale ambizione.

– Il film si chiude con la drammatica parata delle immagini delle vittime più note mietute dall’Aids fino agli anni di realizzazione del film,  con sottofondo di  “The Last song” dell’intramontabile Elton John.

 

FILMATI D’EPOCA E PERSONAGGI REALMENTE ESISTITI – La cronaca degli  eventi, oltre a filmati d’epoca, si snoda anche attraverso singole storie personaggi contemporanei realmente esistiti: Bill Kraus, noto attivista gay e paladino della lotta al virus (interpretato dal magistrale Ian Mc Kellen) e Bobby  Campbell, anch’egli attivista gay e dichiaratosi pubblicamente affetto dal virus Hiv.

 

DA RICHARD GERE, AD ANJELICA HOUSTON – Da corollario al tema chiave della pellicola, interessanti le singole storie alle quali danno vita Richard Gere (nelle vesti di un noto coreografo affetto dal virus), Phil Collins (Eddie Papasano, gestore di una sauna frequentatissima dalla comunità gay di San Francisco), Angelica Houston (medico) e Steve Martin (fratello di una vittima del virus).

 

VALE LA PENA DI VEDERLO? – “Guerra al Virus” è un film che, seppure per i piccoli schermi, avrebbe sicuramente meritato di più, per l’attento approccio sociologico-politico all’evoluzione della piaga dell’aids.

 

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Ugo Grassi

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