Bilancio Comunale Milano 2012, analisi del Comitato per l’audit del debito pubblico, anomalie e misteri

A fine giugno si è tenuta la conferenza stampa del Comitato Metropolitano per l’audit del debito pubblico con l’obiettivo di illustrare i risultati emersi da un’analisi comparativa tra il consuntivo Pisapia 2011 e il preventivo per l’anno in corso. Il Comitato ha messo a nudo il bilancio comunale recentemente approvato, senza consultare i cittadini come, invece, era stata promesso in campagna elettorale.

 

 

ANOMALIE IN BILANCIO, C’E’ QUALCOSA CHE NON TORNA – L’analisi comparativa fra il consuntivo Pisapia 2011 e il preventivo 2012 ha permesso di evidenziare le seguenti anomalie:

– Un forte aumento dei proventi derivanti dai servizi pubblici, che lieviteranno dai 519,6 milioni dell’anno scorso ai 925,2 milioni previsti per l’anno in corso, con un incremento di circa 44%. Questo onere pesa sulle tasche dei cittadini e, per sua natura, ha un “peso che cresce al decrescere del reddito individualmente percepito”;

– La “spending review” ha permesso di risparmiare 108,1 milioni rispetto alla precedente giunta Moratti, ma a spese di cultura (-15,2%), istruzione (-5,6%) e settore sociale (-5,1%);

– Le spese in conto capitale si riducono “misteriosamente”, passando da 2.842,9 milioni a 707,1 milioni (-75% per un totale di più di 2 milioni). Secondo il Comitato, un calo così drastico è da imputare alla cancellazione delle spese per la costruzione della linea 4 del metrò (Linate – San Cristoforo), che, invece, erano presenti nel preventivo Moratti 2011 e ammontavano a 1.389,6 milioni;

– Nel bilancio preventivo Pisapia 2011 compare una voce poco chiara, inoltre, relativa agli “interessi attivi”, che passerebbero da 7,8 milioni (consuntivo 2011) a 432,6 milioni (preventivo 2012). In particolare, il Comitato ritiene includa tutti insieme i 415,6 milioni dell’accordo sui derivati anziché anno per anno (circa 40 milioni all’anno), come, invece, sarebbe stato più logico e corretto fare.

 

PARTECIPATE, MA E’ DAVVERO COSI’ CONVENIENTE VENDERE LA SEA?

– Come evidenzia il Comitato, la vendita delle quote SEA sta assicurando alti dividendi, che nel triennio 2010/2012 hanno assicurato rendimenti medi pari all’8,2%, a fronte di circa il 5,3% delle altre partecipate;

– A fronte di una politica di governo improntata al rigore e ai continui tagli di risorse, il Comitato si chiede perché il Comune si ostini a vendere la Sea anziché comprarla, considerando che si tratta della “più redditizia delle nostre partecipate”.

 

WELLFARE COMUNALE, I DUBBI

– Confrontando i totali del preventivo Moratti 2011 e il consuntivo Pisapia 2011, si scopre che le entrate e le uscite in conto capitale sono diminuite rispettivamente di 1.364,6 e 2.135,8 milioni;

– A conti fatti risulta che il disavanzo in conto capitale previsto dalla Moratti per il 2011, pari a 453,5 milioni, è diventato con Pisapia e i suoi un avanzo di 317,7 milioni, per un totale complessivo di 771,2 milioni. Come evidenzia il Comitato, tale cifra risulta “stranamente simile al buco di bilancio da preventivo Pisapia 2011, che Bruno Tabacci, l’assessore al bilancio comunale, imputava alla passata gestione Moratti”;

– Non è finita qui: ai 771,2 milioni bisogna, infatti, aggiungere anche i tagli operati da Tabacci sulle spese correnti (circa 108 milioni). In tal senso, sommando il risultato netto del bilancio in conto capitale con quello in conto corrente, si arriva a un avanzo complessivo di 880,3 milioni;

– Con un bilancio così in attivo, “come si fa a dire che i soldi non ci sono per un welfare comunale aggiuntivo di costo presumibile intorno ai 150 milioni? Come si fa a dirlo se già solo intervenendo in ridistribuzione con l’addizionale IRPEF e l’IMU seconda casa si potrebbero introiettare in aggiunta circa 356 milioni l’anno?” – si chiede l’Associazione.

 

PDF DEI DATI E LETTURA CRITICA– di seguito:

– Per prendere visione dei dati di bilancio Moratti 2011 e preventivo Pisapia 2012, >>>CLICCA QUI<<<

– Per la lettura critica del bilancio operata punto per punto dal Comitato metropolitano per l’audit del debito pubblico, >>>CLICCA QUI<<<

 

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Francesco Tempesta

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