Problemi Trenord Milano, raccontateci i disagi subiti scrivendo a redazione@cronacamilano.it

Nuovo bollettino di Trenord sullo stato della circolazione alle 10 di stamattina: “Si registrano miglioramenti”. Così inizia il comunicato divulgato poche ore fa dalla società, dopo il rinnovo delle scuse con i passeggeri, afferma che “Questa mattina la situazione della circolazione ferroviaria in Lombardia registra un miglioramento rispetto a ieri. Da inizio servizio alle ore 10 hanno circolato 450 treni. Di questi, 280 sono stati quelli garantiti nella fascia di punta dei pendolari, dalle 7 alle 9. Il 70% dei treni circolati è arrivato con un ritardo contenuto entro i 7 minuti. Le restanti corse hanno viaggiato con un ritardo medio di 10 minuti, mentre sono state 16 le corse con ritardi superiori a 15 minuti. Continua il lavoro della task force di tecnici, impegnati ininterrottamente nella risoluzione dei problemi al sistema di gestione dei turni”.

 

Di tutt’altro parere sono i passeggeri, che esortiamo a scrivere ciò che stanno passando e le conseguenze dovute ai ritardi subiti all’indirizzo redazione@cronacamilano.it

 

Mentre qualcuno già parla di class action contro Trenord, di seguito le segnalazioni:

 

Segnalazione di G.N, 12 dicembre 2012 ore 14:36: Buongiorno, sono una pendolare, precisamente prendo il passante S1 da Cesate a Rogoredo. Devo dire che i ritardi non sono quelli che vi hanno fornito (che ha fornito Trenord, ndr):  ieri il treno che ho preso io aveva 78 minuti di ritardo, non bastasse c’erano solo 4 carrozze. Inoltre tutto questo casino sembra essere una velata protesta per i nuovi turni in occasione dell’apertura Saronno- Seregno e potenziamento S1. Questa mattina il treno aveva 25 minuti di ritardo… Fatevi un giro a Rogoredo stasera alle 17 e fotografate con i vostri occhi in che condizioni ci mettono questi signori!”

 

Segnalazione di N.G, 13 dicembre 2012 ore 10:40: Buongiorno questa è la situazione del ritorno di ieri  12/12/2012, stazione di Bovisa, come potete vedere ritardi al di fuori di ogni logica. Ieri per arrivare a casa (e non abito a Bologna) ci ho messo  H 2.30, per un tratto che di solito in un ora si fa in tutta tranquillità. Questa mattina tutti i  passanti soppressi. Chi credono di prendere in giro questi signori? Molti pendolari già si sono attivati per chiedere il risarcimento danni tramite Codacons, è uno scandalo e una vera vergogna in periodo dove molte persone non hanno più il lavoro loro stanno mettendo a rischio anche il nostro perché ritardi su ritardi sono permessi non retribuiti. Mi auguro che questa mail venga pubblicata e letta anche da qualche unzionario che possa intervenire fermando questa illegalità, perché null’altro è se non questo.

 

Segnalazione di A.B., 13-12-2012 ore 12,01: “Eccomi qui! Sono un pendolare della “Direttrice: 35 – MILANO CENTRALE-MALPENSA [S1] [S3]” e ovviamente subisco il disagio di questi giorni! Il treni che prendo (in teoria) sono il 7.43 da MXP e il 18.25 da Centrale ma…

– lunedì: 35 min di ritardo all’andata e al ritorno

– martedì: 30 min all’andata e TRATTA SOSPESA AL RITORNO

– mercoledì: 20 min all’andata e TRATTA SOSPESA AL RITORNO

– oggi: 15 min all’andata e… chissà!

Mi chiedo come si possa sospendere un’intera tratta (a quell’ora poi!) verso l’areoporto di Malpensa!”

 

Segnalazione di R.M,13 dicembre 2012 ore 15:30: “Buongiorno, il bollettino di guerra continua… ieri sera 12 dicembre 2012 il treno per Luino delle 18.52 è riuscito a partire da Garibaldi alle 20.20, il treno era senza macchinista! Arrivata a casa alle 21.
– Lunedì sera arrivata a casa alle 22.
– Questa mattina il 7.50 proveniente da Varano Borghi (linea Luino) anziché alle 8.57 è arrivato alle 9.02. a Garibaldi
– Questa sera cosa succederà??…sono stanchissima….

 

Segnalazione di S.P., 13 dicembre 2012 ore 17:02: Aumento degli abbonamenti dal 1° dicembre 2012 per la tratta Milano – Novara (via Saronno). Effettivamente il servizio ha registrato un notevole miglioramento……..No comment. Complimenti vivissimi a Trenord.”

 

Segnalazione di G.P., 13 dicembre 2012, ore 20:18: “Buonasera, sono uno studente che da lunedì a venerdì usufruisce dei mezzi di Trenord. Queste le mie “avventure”:
-Martedì 11/12 ore 18 circa: Al di la della difficoltà di raggiungere la banchina causa massa di persone ai tornelli, il treno per Varese delle 18.06 e’ partito alle 19.15. A Bovisa, causa inconveniente tecnico il treno e’ rimasto 30 minuti fermo, per poi ripartire a stento. In breve un viaggio da 20 minuti, si e’ trasformata in un’avventura di 2 ore circa.
-Mercoledì 12/12 ore 16 circa: Il treno per Novara delle 15.45, e’ partito con 40 minuti di ritardo. Luci accese, riscaldamento attivo, persone a bordo, ma cosa fondamentale, mancava il conducente.
– Giovedì 13/12 ore 12.30: Treno per Varese delle ore 12.36, pronto per partire e invece soppresso alle 12.50. Il medesimo treno trasformato in Laveno delle 12.49, e’ partito con un ritardo di circa 20 minuti.
Insomma, un banale viaggio da Saronno a Milano e viceversa, circa 20 minuti ad andatura ideale si trasforma ogni giorno in un’odissea stressante. Data la lunghezza del mio resoconto non pretendo che esso venga pubblicato, ma che almeno i lettori riflettano sul fatto. Soprattutto sul coraggio dei membri delle ferrovie di indire uno sciopero domenica 16/12. Come se non bastasse, domani venerdì 14/12, giorno di un importante esame, il comune di Milano consiglia di utilizzare i mezzi pubblici, causa neve. Peccato che ATM aderisce ad uno sciopero e Trenord e’ soggetta a disagi. La domanda sorge spontanea: che fine fanno i miei 80 euro di abbonamento mensile?”

 

Segnalazione di S.N., 14 dicembre 2012 ore 15,10: “Spett.le Redazione di CronacaMilano, sono un pendolare che quotidianamente utilizza ed è costretto ad utilizzare per andare a lavorare, il servizio ferroviario lombardo e, per essere precisi, quello dell’azienda Trenord.

Da lunedì 09 dicembre 2012, come tutta Italia sa, i pendolari che attraversano la Lombardia sono costretti a subire ritardi e condizioni di viaggio indescrivibili. Tutta colpa di un programma di gestione turni che viene utilizzato a livello internazionale da molte altre compagnie ferroviarie e non solo, anche da linee aree, e che solo in Italia ha causato tale “ANOMALIA”. Sono passati oramai cinque giorni e dei tanti tecnici informatici, che immagino in questo momento stiano affollando gli uffici di Trenord, nessuno di loro ancora è riuscito a risolvere il problema. Mi chiedo se mai Trenord renderà pubblico quale sia stato il problema che per giorni ha tenuto in ginocchio la Lombardia, perché in Italia ci si nasconde sempre dietro a vaghe spiegazioni che dicono e non dicono. Perché da come annunciato nelle stazioni si tratterebbe di un “INCONVENIENTE TECNICO!” Però l’inconveniente tecnico sta rallentando e sopprimendo da giorni centinaia di convogli in tutta la Lombardia. Un inconveniente tecnico che ha messo in ginocchio un’azienda come Trenord. In Cina, nel 2010, gli amministratori delegati della Toyota chiesero pubblicamente scusa inchinandosi davanti alle telecamere, per aver richiamato migliaia di autovetture per motivi di sicurezza; chissà se gli amministratori delegati avranno la stessa umiltà di fare pubblicamente un gesto del genere nei confronti di quanti quotidianamente, come i pendolari, permettono a questa azienda di rimanere in piedi. No, finirà come al solito che verranno mandate scuse dall’ufficio stampa e fatti volantini di scuse che verranno attaccati nelle stazioni principali. Tanto gli amministratori delegati Trenord non prendono il treno per tornare a casa. In questi giorni non hanno dovuto correre da un binario all’altro per prendere il treno giusto, non hanno dovuto viaggiare schiacciati come sardine, non sono arrivati in ritardo al lavoro e non hanno dovuto posticipare o disdire appuntamenti.

L’assurdo di tutto questo è che in un era tecnologica dove da uno smartphone puoi fare biglietti, prenotare alberghi e tenerti in contatto con mezzo mondo attraverso i social network, siamo stati messi al tappeto per giorni da un semplice programma di gestione turni. Saluti,  S.N.”

 

Segnalazione di A.B. 17 dicembre 2012 ore 6:42: “Treno in partenza alle 18.54 da Brescia del 16/12 cancellato. Treno bs-Parma delle 7.54 del 17/12 ritardo di 59 minuti. I ritardi ci sono ancora e non di 5 minuti come dichiarato da Trenord”.

 

Segnalazione di C.C. del 17 dicembre 2012 ore 6,42: “Ecco come ho viaggiato venerdì 14 dicembre sul treno delle ore 6,28 proveniente da Torino e diretto a Milano Centrale arrivato alla stazione di Rho con circa 45 minuti di ritardo e partito alle ore 7,29 circa accumulando così ancora ritardo. È vergognoso!”

Segnalazione di A.B. 17 dicembre 2012 ore 7,50: “Buongiorno, Volevo solo dire che alla mattina i treni non sono ancora in orario.. Anzi stamattina il chiasso Milano ha avuto ritardo di 50 minuti! Tutto questo tempo l’ho passato in una stazione al freddo in quanto le stazioni di TRENORD sono delle stazione che nemmeno negli anni 50 c’erano! La situazione e’ veramente preoccupante!! E pensare che nel 2012 ci dovevano essere macchine volanti e quant’altro!!! Io mi chiedo quando il problema verrà risolto perché io sono uno studente e va bene ma LA GENTE VA A LAVORARE!! E che non si permettano di fare scioperi da oggi fino al 2020!!”

 

Segnalazione di D.G., 18 dicembre 2012, ore 7,42: “Non credo proprio che la circolazione sia stata così regolare ieri, la tratta Albairate-Saronno ha avuto parecchie cancellazioni alle 14 e’ risulato lmpossibile partire  se non con altro treno direzione chiasso delle 14.50 in ritardo di 30 minuti. Mentre il sito confermava che tutto era regolare. D.P.”

 

Segnalazione di D.G., 18 dicembre 2012, ore 8:44: “Parlano di ritorno alla normalità, ma ieri sulla tratta Albairate – Saronno (Linea S9), in due ore hanno soppresso quattro treni. Questa mattina da Saronno ad Albairate due treni soppressi ed il terzo è in ritardo di oltre 40 minuti. Paghiamo da sempre per un servizio scadente, questa ultima vicenda è solo una goccia che si aggiunge ad un vaso già traboccante da tempo. E non abbiamo nessuno che possa prendere provvedimenti per garantire un livello decente di servizio. Saluti, D.G.”

 

Segnalazione di G.N, 18 dicembre 2012, ore 8:59: “Anziché fondere le Ferrovie Nord con Trenitalia, si è creata una nuova megasocietà con un pasticcio gestionale che è sotto gli occhi di tutti. In Francia o Germania la gestione di un servizio pubblico essenziale è affidata ad un unico organismo. Qui si segue ala strada esattamente opposta alle economie di scala. Ma altrimenti i posti agli amici come si inventavano? Fate un’inchiesta sui costi di societari di Trenord! G.N.”

 

Segnalazione di L.F., 18 dicembre 2012, ore 9:12: “Buongiorno, sono una pendolare che utilizza ogni giorno la tratta Seregno – Milano Greco Pirelli. Tralasciando  gli innumerevoli disagi subiti la settimana scorsa a seguito delle “intelligenti” decisioni di TRENORD,  vorrei sottolineare che – nella giornata di ieri 17 Dicembre  nelle ore di punta – il ritardi riportati, almeno sulla mia linea, sono ben diversi da quelli ottimistici diffusi dalla stessa TRENORD su tutti i media nazionali! Al mattino, per esempio,  persino i primi treni diretti da Como e da Chiasso, alla stazione di Seregno, avevano già un ritardo di 30 minuti, mentre  per i treni locali il ritardo arrivava a 50 minuti. La sera, alla stazione di Milano Greco Pirelli, il locale per Chiasso delle 17,45 è arrivato con 20 minuti abbondanti di ritardo, mentre era stato soppresso l’Albairate -Seregno-Saronno delle 18.00. Dimenticavo  infatti di dire che, nel frattempo, la “vecchia” linea Seregno-Albairate è quasi scomparsa dopo l’apertura della nuova tratta che dovrebbe  arrivare fino a Saronno. Fino all’8 Dicembre questa linea era perfettamente funzionante, con qualche ritardo fisiologico, ma comunque  efficiente. Ora è quasi scomparsa….. perché ?  Che fine hanno fatto i treni ed il rispettivo personale viaggiante?  Nasce il sospetto che, forse,  l’apertura di 140 nuove corse in Lombardia a partire dal 9 Dicembre, sia stata fatta senza avere – in realtà – carrozze e motrici…..! Tanto Vi dovevo per  sottolineare la realtà e non il “desiderata” di TRENORD. Cordiali saluti, L.F”.

 

Segnalazione di D.G., 18 dicembre 2012, ore 9,12: “Ho letto il vostro articolo e trovo irriverente, per usare un eufemismo, la posizione di Trenord: sarà anche reale che il 70% dei treni ha avuto un ritardo entro i sette minuti, ma non viene neppure citata la percentuale di corse soppresse, un tasso che deve avere cifre spaventose. Oltre al danno, la beffa. Non c’è modo di conoscere lo stato del proprio treno fino all’arrivo al binario, cosa che comporta attese lunghe in stazioni prive di luoghi riscaldati o riparati dalle intemperie. Per non parlare di quando i tabelloni elettronici delle stazioni sono fuori uso. Sulla Milano-Mortara, tratta di nota e pessima fama, i disagi si sono sentiti, forti anche. 40 minuti sotto zero ad aspettare un treno destinato a non arrivare. E se la cavano con un ‘ci scusiamo per il disagio’. Forse fanno bene gli anti-pendolari, gli aficionados dell’auto costi quel che costi, meglio un po’ di surriscaldamento del pianeta che l’ipotermia indotta. Ci si chiede se i piani antineve non fossero da attivare preventivamente, anziché oltre una settimana dopo la data effettiva della nevicata. Non è chiaro se il cuore del problema stia davvero nel maltempo e nella mancanza di fondi per la manutenzione delle linee, oppure nel cambio poco prudente di un software, nessuno è convinto di spiegazioni tanto sommarie e fatalistiche. Non sarà forse partecipe anche l’inveterato modo di lavorare ‘all’italiana’ delle persone ed il senso di responsabilità, prevalentemente assente, della alta e media dirigenza, pagata invece per assumere decisioni che evitino i guai anziché aumentarli? La stampa strilla paroloni come ‘rimborsi’, ‘class action’, ‘carta dei servizi’, eppure si dubita fortemente che arriverà, per la clientela Trenord, un solo centesimo di sconto, il prossimo mese, a titolo riparatorio del danno subito. La realtà è che il servizio pubblico continua a perdere punti, benché aumenti i prezzi del servizio, lasciando spazio a desideri privatistici sussurrati sulle banchine. Alla faccia del welfare”.

 

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Di Redazione

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