Votazione Italicum lunedì 27 aprile e rischio caduta del governo Renzi, cosa succederà tra poche ore?

ParlamentoTra poche ore ci potremmo trovare di fronte a un vero e proprio paradosso. Un Governo saldo al comando dell’Italia con una legge elettorale nuova di zecca, aspettata e attesa da anni, o una crisi causata proprio dalla mancata approvazione della legge elettorale, con la conseguenza di elezioni anticipate senza una legge elettorale in grado di regalare al Paese una maggioranza seria in Parlamento. Nella giornata di oggi l’Italicum arriva in aula alla Camera con il rebus fiducia ancora all’orizzonte e con lo spauracchio di una crisi di Governo che rigetterebbe l’Italia nel caos più totale.

 

UN ANNO DI HASHTAG – A distanza di poco più di 16 mesi dall’hashtag lanciato da Matteo Renzi su Twitter #enricostaisereno, il premier toscano si trova dinanzi al primo grande appuntamento decisivo della sua legislatura. L’Italicum nella giornata di oggi arriva alla Camera e il rischio di caduta del Governo non è un qualcosa di accantonabile.

– Il premier ne è consapevole e pochi giorni fa non si è nascosto: “Se non passa l’Italicum, credo proprio che il governo cade. Se il governo, nato per fare le cose, viene messo sotto allora vuol dire che i parlamentari dicono: andate a casa”. Sul discorso fiducia tutto rimandato a martedì; solamente lì si deciderà se porla o meno.

 

IL PERCORSO DELL’ITALICUM – Licenziato da Montecitorio il 14 marzo del 2014, è stato poi congelato per mesi al Senato, dove l’iter è ripartito solamente il 12 novembre scorso, venendo poi approvato da Palazzo Madama il 27 gennaio. Nella giornata odierna il testo torna a Montecitorio e proprio qui potrebbe arrivare il via libera definitivo.

– La riforma prevede l’elezione dei deputati in 100 collegi che eleggono mediamente 6-7 parlamentari, con un premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti con 340 seggi su 630 o il ballottaggio tra i due partiti più votati se nessuno arriva a quella soglia. Sbarramento al 3% e capilista bloccati gli altri elementi fondamentali del testo.

– Nel caso in cui il testo venisse approvato dalla Camera, lo stesso varrebbe da luglio 2016. In caso di votazioni anticipate rispetto a questa data varrebbe il Consultellum: sistema proporzionale puro con preferenze su lunghe liste e grandi circoscrizioni e un vincitore certo che, in una fase storica così frammentata, rischia di non arrivare.

 

IL REBUS NUMERI NEL PD: 40 SI’ CHE BALLANO – Per cercare di comprendere cosa potrà succedere alla Camera da domani è necessario disegnare due scenari diversi, con la discriminante della fiducia sul provvedimento.

– Senza fiducia il Governo, potenzialmente, rischia di arrivare ad oltranza con 80 scrutini segreti. Votazioni diurne, ma anche in notturna, con i numeri che sono dalla parte della maggioranza (393 voti, di cui 310 del Pd, contro 237 sulla carta), ma con la tentazione di giochetti e trappole che apparirebbe troppo allettante per alcuni.

– Nel caso, che ad oggi appare veramente plausibile, della fiducia si eviterebbero molte sorprese. Sei chiame in una giornata intera e certezza di voto positivo anche da una parte della minoranza del Pd. Zoggia e la Bindi hanno confermato che in caso di fiducia non voterebbero contro il Governo, idem per Speranza. Solo Civati, D’Attorre e forse Bersani, terrebbero dritta la schiena anche in caso di fiducia.

 

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                        Matteo Torti

Foto: wikipedia.org

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