Degrado via Ferrante Aporti Milano Stazione Centrale, partita la raccolta firme dei residenti

MassicciataLa questione è la stessa da due anni e mezzo: fantastiche promesse in campagna elettorale, ma il degrado delle vie Ferrante Aporti e Sammartini, attorno alla Stazione Centrale di Milano, non è migliorato di una virgola, anzi.

 

I DUE SERVIZI DI CRONACAMILANO NEL QUARTIERE, NEL 2011 E NEL 2012 – Era il 6 ottobre 2011 quando, a  4 mesi dall’elezione della Giunta Pisapia, i residenti del quartiere Aporti hanno chiesto di rispettare quanto promesso: la riqualificazione della zona, con il ripristino di sicurezza e legalità. Poiché, però, le gravi problematiche connesse a reati e sporcizia non hanno visto interventi risolutivi da parte dell’Amministrazione, i cittadini hanno contattato la nostra Redazione (redazione@cronacamilano.it) chiedendo di dar voce alla questione.

– Realizzato un primo servizio, CronacaMilano era tornata dopo altri 6 mesi per verificare, assieme ai residenti, il punto di quanto attuato dalla giunta. E, ancora una volta, i cittadini avevano illustrato la deprecabile condizione di vivibilità del quartiere, ancora alimentata da criminalità, degrado e reati di ogni genere.

 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE RAGGIUNTO NEL 2014 – Dopo altri due anni, durante i quali Milano ha fatto parlare di sé per aver polverizzato ogni record in tema di quantità di reati eseguiti sul territorio cittadino, i residenti del quartiere Aporti – Sammartino tornano a levare un appello, lanciando una raccolta-firme indirizzata direttamente al Sindaco Giuliano Pisapia.

– La petizione ha visto riunirsi i cittadini nel gruppo Ferrante Aporti Sammartini, con le associazioni Amici della Martesana, Associazione Anziani Greco Martesana, Cittadini Grechesi, Legambiente e Podisti di Greco.

– L’inizitiva è indirizzata al sindaco Giuliano Pisapia, al vicesindaco e assessore all’Urbanistica Lucia de Cesaris e al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ed è volta a chiedere la riqualificazione urgente del rilevato ferroviario che corre per due chilometri lungo le vie Aporti e Sammartini.

 

LA RACCOLTA-FIRME DEI RESIDENTI – Era il 16 dicembre 2011 quando, durante un incontro richiesto dai residenti, i rappresentanti della giunta Pisapia si erano trovati alle prese, in particolare, con il degrado portato dai magazzini sotto la massicciata ferroviaria di via Ferrante Aporti. E, già allora, erano volate promesse di interventi e riqualificazione.

– Dopo due anni e mezzo di “reggenza”, tuttavia, e un susseguirsi di responsabilità scaricate e rimpallata tra vari enti, la realtà è ben diversa, e i residenti sono tornati a cercare di difendere il proprio diritto alla sicurezza, questa volta allestendo una raccolta-firme.

– Il problema centrale, ci spiegano i portavoce del Comitato Residenti, sta proprio in quei 100 magazzini che, negli anni ’30, fungevano da deposito per la vendita di merce all’ingrosso, proprio sotto la sede ferroviaria.

– Dismessi in parte a partire dagli anni ’70, hanno iniziato a diventare ricettacolo di degrado e criminalità, con un peggioramento registrato a partire dal 2000,  quando Grandi Stazioni non ha più rinnovato i contratti di affitto alle attività artigianali ancora presenti nell’area.

 

DA CENTRO ALLA PERIFERIA, I CITTADINI SONO COMUNQUE “IN RIVOLTA” – Quella di via Ferrante Aporti non è l’unica raccolta-firme lanciata dai cittadini contro gli interventi, o i mancati interventi, del Comune di Milano.

– Sul piede di guerra, infatti, anche i residenti di Zona 1, in particolare dell’area di piazza Castello e Foro Buonaparte dove, dallo scorso 22 aprile, la giunta Pisapia ha varato la nuova isola pedonale con conseguente stravolgimento della viabilità del quartiere.

– Limitandosi, infatti, a chiudere le strade, cancellare parcheggi e costellare l’area di divieti di sosta e fermata, il Comune non si è reso conto delle concrete problematiche apportate a chi nel quartiere ci abita o vi si reca ogni giorno a lavorare.

– L’unica risorsa degli abitanti, dunque, è rimasta quella di organizzare una raccolta-firme, da sottoporre poi a Palazzo Marino.

 

SCRIVETECI – Per ulteriori problematiche di quartiere, invitiamo i relativi comitati a contattarci all’indirizzo redazione@cronacamilano.it: vi daremo spazio e voce.

 

AGGIORNAMENTO del 5 maggio 2014: Riportiamo di seguito la mail inviata alla nostra Redazione da Angelo Cappellina, portavoce delle organizzazioni che hanno indetto la petizione:

“Una precisazione però è importante: i cittadini, in questo caso non sono ” inermi contro il Comune” che non è diretta parte in causa, ma sono “inermi contro la società Grandi Stazioni”, proprietaria dell’immobile, responsabile di averlo svuotato e di tenerlo in abbandono, e completamente impermeabile da anni a qualsiasi confronto con i cittadini e il Comune.

La petizione infatti è rivolta: all’Amministratore Delegato di Grandi Stazioni, al Ministro dei Trasporti e infrastrutture, e al Sindaco e Assessore competente per l’Urbanistica.

Alla proprietà, è ovvio il perché; al Ministro, in quanto ha già erogato molti fondi alla proprietà per finanziare la risistemazione delle grandi stazioni, ma questa a Milano è ancora lungi da essere conclusa; e al Comune perché si occupa di regolare l’urbanistica INTORNO all’immobile, non di gestirlo perché non ne è il proprietario. C’è poi anche un altro, e nuovissimo, motivo: tra qualche mese il nuovo regolamento edilizio in corso di approvazione consentirà all’amministrazione locale di intervenire nell’interesse della cittadinanza in caso di abbandono e degrado di edifici che si protraggono nel tempo (sono circa 200 a Milano!).

E noi intendiamo sollecitarla a utilizzare questa possibilità se Grandi Stazioni non dovesse essere disponibile a un confronto pubblico per progettare una destinazione credibile del “grattacielo sdraiato”. Volevano farne un’enorme area commerciale, ma ovviamente a pochi passi da corso Buenos Aires, che è già IL PIÙ LUNGO ASSE COMMERCIALE D’EUROPA, non hanno mai trovato partner credibili dimostrando solo scarsissima competenza manageriale. Ricordo qui che Grandi Stazioni è al 60% a capitale pubblico, e 60% pubblici sono anche gli stipendi pagati al suo management.

Concludo informandovi che esistono fondi europei per il recupero delle aree industriali e perfino militari dismesse, naturalmente per destinazioni almeno in parte di interesse pubblico, basta un progetto credibile per richiederli. E infine che la nostra petizione oltre che nelle strade è anche online, con molte altre informazioni al seguente link:

http://www.change.org/it/petizioni/società-grandi-stazioni-riqualificare-il-rilevato-ferroviario-della-stazione-centrale-di-milano-insieme-al-comune-e-ai-cittadini

Grazie per la vostra attenzione, e spero ospitalità in Cronaca. Con i più cordiali saluti, Angelo Cappellina”

 

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INVIATECI LE VOSTRE FOTO E SEGNALAZIONI – Per le vostre segnalazioni e foto circa incidenti, emergenze, autovelox nascosti, strade dissestate e buchi sul manto stradale, disagi sociali, odissee burocratiche, truffe, rapine, aggressioni, zone carenti di sicurezza, aree preda di degrado o spaccio, problematiche sui mezzi pubblici, borseggi, maltrattamenti sugli animali o altro, scriveteci a redazione@cronacamilano.it

– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso, per dar voce direttamente ai cittadini, senza “filtri politici”.

 

VISIBILITA’ ALLA VOSTRA ATTIVITA’ – Se siete interessati a dare visibilità alla vostra attività commerciale, scriveteci a info@cronacamilano.it

– Il nostro Staff sarà a vostra disposizione per proporvi, senza alcun impegno, le migliori soluzioni pubblicitarie a partire da pochi euro.

 

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Di Redazione

2 COMMENTI

  1. Ferrante Aporti, vecchia questione! i residenti si rassegnino.. non é una via battuta dai turisti della Expo. Soluzione? svendere casa e cambiare zona magari un pochino più centrale verso dove abita il primo cittadino, li é protetto, sembra quasi una piccola oasi.

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