Esercito via Padova Milano, dalle proposte di integrazione, ai reati che proseguono

Lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala: l'esercito non è la panacea di tutti i mali. Ma Silvia Sardone (FI) e De Corato avvertono: la realtà non è quella raccontata da Palazzo Marino

Esercito Strade SicureQuaderni e penne per combattere la criminalità che ruota attorno a via Padova? Per alcune delle insegnanti volontarie della Scuola di italiano per stranieri di Villa Pallavicini, associazione che organizza molteplici attività culturali e ricreative per numerosi immigrati, è possibile. Lo scrivono forte e chiaro in una lettera aperta indirizzata al sindaco di Milano Giuseppe Sala, ospitata sul sito Internet del “Redattoresociale”. L’invito è di andarle a trovare, un’occasione per “vedere e toccare con mano che cosa si fa ogni mattina e sera nella nostra scuola come in molti altri luoghi di questa lunga via Padova per renderla migliore”.
“L’ESERCITO NON È PANACEA DI TUTTI I MALI” – L’appello arriva pochi giorni dopo l’annuncio del primo cittadino di aver richiesto il supporto dei militari dell’Esercito per pattugliare le zone più critiche della città. Una decisione obbligata dopo gli ultimi gravi fatti di cronaca che hanno interessato il funestato quartiere. Ma che non è piaciuta alle insegnanti di Villa Pallavicini: “Quando all’indomani del recente omicidio accaduto in piazzale Loreto abbiamo sentito le parole del sindaco Giuseppe Sala che auspicava un intervento delle forze dell’esercito – si legge nella loro missiva – siamo rimaste sgomente”, poiché “riprendeva la solita logica dell’emergenza e richiamava l’intervento dell’esercito come panacea di tutti i mali”.
– Per di più in una città che, stando ai dati diffusi dal ministro dell’Interno Angelino Alfano nel corso del summit di sabato a Palazzo Marino sulla sicurezza, vedrebbe i crimini in calo del 36% negli ultimi 10 anni e del 7% nei primi nove mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; in calo del 42% gli omicidi: 7, compreso quello di piazzale Loreto, a fronte dei 13 delitti del 2015.
– “Milano è  una delle città più sicure d’Europa – fanno eco alle statistiche le insegnanti – dove criminalità e tasso di omicidi negli ultimi anni sono decisamente scesi”. A non diminuire, secondo loro, “è il diffuso degrado e abbandono che affligge le nostre periferie, dove poco o nulla si è fatto in questi anni e dove, inspiegabilmente, si sono lasciate prosperare e radicalizzare situazioni di illegalità, ora divenute insostenibili per tutti. E questo con buona pace dei propositi espressi in tutte le campagne elettorali”.
“INTEGRAZIONE E CONVIVENZA CIVILE LA SOLUZIONE ANTI-DEGRADO” – L’esercito potrebbe quindi essere un buon deterrente? Il comitato di insegnanti ha la sua ricetta. “Degrado e abbandono non si battono con le camionette dell’esercito”, poiché all’interno di un quartiere multietnico come quello di via Padova non rassicurano, semmai evocano agli immigrati “tristi scenari di distruzione vissuti nei loro Paesi dai quali sono fuggiti. Anche a molti italiani le camionette non piacciono, suscitano la sgradevole sensazione di trovarsi in un clima di allarme e di pericolo”.
– Quale soluzione, allora, per fronteggiare una situazione che, al di là dei rassicuranti numeri, pare in aggravamento, come suggerisce la stessa richiesta di militari da parte di Sala? “L’integrazione, la convivenza civile, la prevenzione dei crimini e un territorio `pulito´ dove tutti possano vivere rispettandosi e senza paure, si costruiscono con lo scambio, la comunicazione, la cultura, la possibilità di parlare la stessa lingua”, secondo i volontari del Pallavicini. “Un percorso lungo – concludono -, forse, anche lento, ma che darà frutti importanti per tutti, italiani e non italiani”.
INTANTO I CRIMINI CONTINUANO – Nel frattempo, mentre il dibattito sulla sicurezza impazza, nella serata di domenica, sempre in via Padova, si è consumato l’ennesimo grave episodio di criminalità. Protagonista un pregiudicato rumeno di 38 anni che, dopo essere stato colto a rubare all’interno del “Penny Market” da un vigilante, ha malmenato il malcapitato colpendolo ripetutamente al volto. La vittima, un senegalese di 42 anni, è riuscita tuttavia a bloccare il criminale, allertando al contempo le forze dell’ordine. Solo la notte prima, nella vicina via Palmanova, all’angolo con la stessa via Padova, una 25enne italiana era stata strattonata e derubata del cellulare mentre scendeva dal bus notturno sostitutivo della MM2 diretto a Cascina Gobba.
LA VERITÀ DI SARDONE (FI) E DE CORATO (FdI) – Il “solito bollettino di guerra”, per Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia, secondo il quale “mentre Alfano viene qui, dove si spara per le strade, a raccontarci che i crimini sono diminuiti, i dati ci ricordano che Milano è la capitale dei reati, come dicono i numeri del ministero dell’Interno pubblicati dal Sole 24 Ore il 3 ottobre 2016. E il 70/80% di furti e rapine sono opera di stranieri”.
– L’amara verità di Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia, è che “la realtà, purtroppo, regala scenari da ghetto invivibile, dove l’integrazione è inesistente e le bande criminali di immigrati, spesso clandestini, si contendono il territorio”. Un problema, chiaramente, che riguarda da vicino anche gli italiani “ormai esasperati: non denunciano più i crimini che subiscono o a cui assistono, delusi da istituzioni che non li tutelano e da chi, soprattutto a Palazzo Marino, ancora dipinge questa zona come un quartiere vitale e sicuro”.

S.P.

 

 

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