Sequestro Corsico 11 tonnellate di tè verde e alimenti vari

La complessa operazione è stata svolta dai militari della Guardia di Finanza della compagnia di Corsico. Secondo quanto emerso a seguito di approfondite indagini nel settore della contraffazione e della tutela della salute pubblica, è stato eseguito un maxi sequestro di tè verde, di provenienza cinese, pronto per essere illecitamente commercializzato sul territorio nazionale, attraverso i canali dei negozi etnici.

 

IL SEQUESTRO DELLE 11 TONNELLATE DI TE’ VERDE – L’attività, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Milano, ha infatti permesso di sottoporre a sequestro oltre 11 tonnellate di tè verde confezionato in circa 50 mila confezioni, tutte riportante il marchio abilmente contraffatto.

 

GLI ALTRI ALIMENTI CONIVOLTI –  Nel corso dell’attività, oltre al tè verde, sono stati posti sotto sequestro grossi quantitativi di derrate alimentari, in particolare i seguenti alimenti tipici:

  • cous-cous,
  • datteri,
  • riso,
  • legumi,
  • sottaceti di ogni tipo;
  • spezie varie;
  • Il sequestro si è reso necessario in quanto i prodotti erano custoditi all’interno di un capannone, in violazione delle norme igienico-sanitarie stabilite dalla Legge 283/1962, che disciplina la produzione e la vendita di prodotti alimentari.
  • Il sequestro dei prodotti alimentari è stato eseguito con l’ausilio di personale del servizio igiene alimenti nutrizione dell’Asl di Melegnano.

 

GLI ACCERTAMENTI CONTABILIE – Nel corso del servizio sono stati identificati anche due soggetti di etnia maghrebina intenti a lavorare “in nero”.

  • Pertanto, sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati al controllo delle scritture contabili per meglio definire la situazione fiscale della società.
  • Il rappresentante legale della stessa, anch’esso cittadino maghrebino, è stato denunciato per l’ipotesi di reato di ricettazione poiché non è stato in grado di dimostrare la provenienza della merce né indicarne i canali di approvvigionamento.

 

LA CHIUSURA DEI CAPANNONI – È attualmente in corso la richiesta di chiusura, presso le autorità competenti, dei due capannoni dove era custodita la merce sottoposta a sequestro.

 

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di Redazione

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