Area C Milano, debutto tra uffici nel caos e manifestazioni di protesta: cronaca di una giornata ai confini della viabilità

E’ bastata mezza giornata, agli inviati di CronacaMilano, per fornire ai lettori un gustoso scampolo della disorganizzazione del Comune di Milano, impegnato nell’avvio della famigerata Area C.

 

CORSO MOFORTE 9,30 DEL MATTINO: SI RACCOLGONO FIRME – Arriviamo in Corso Monforte verso le 9,30. Davanti a palazzo Isimbardi un gazebo del Pdl con assessori e consiglieri provinciali intenti in una raccolta di firme contro l’entusiasmo di Pisapia per il ticket da cinque euro. La gente firma a raffica ma, come prevedeva il sindaco, il traffico in centro è radicalmente diminuito.

– Entusiasmo dei cittadini? “Ma mi faccia il piacere”, direbbe Totò. Al contrario sembra proprio la reazione dei primi giorni, forse perché gli automobilisti non sanno come fare ad evitare le multe o, peggio ancora, non vogliono o non possono permettersi il balzello imposto dall’astruso provvedimento che, unico in Italia, tassa anche chi torna a casa.

 

UFFICIO AREA C PIAZZA DUOMO 19/A: LA DISINFORMAZIONE E’ SERVITA – Facciamo un salto in piazza Duomo, dove nell’ex albergo diurno il Comune ha installato un ufficio informazioni che, secondo il libro dei sogni, dovrebbe risolvere tutti i dubbi dei milanesi. Risultato: folla di persone furibonde, la classica distribuzione dei numerini ed una coda che procede a rilento.

– Non mancano degli impiegati volenterosi i quali, alla gente in fila, tentano di spiegare, a grandi linee, come comportarsi per avere esenzioni o semplicemente per pagare. Ma i risultati sono tragicomici: su parecchi punti gli impiegati vengono corretti dei cittadini, insomma, ne sanno meno di loro e qualcuno, ancora scomodando il Principe del Sorriso, indirizza un sonoro “Si informi, caro signore” al povero addetto.

– Come se non bastasse, i benedetti numeri avanzano a velocità di lumaca. Per questo, Salvatore Manocchia, un invalido in coda, protesta, affermando che è lì da oltre un’ora e quaranta.

 

UFFICIO AREA C VIA PINI: AL SECONDO PIANO SENZA ASCENSORE PER DISABILI – Per verificare come sono trattati i cittadini con auto “di servizio” ci spostiamo in via Pini, all’estrema periferia, zona Lambrate. Un colpo di genio: solo la fantasia più sfrenata poteva concepire di mettere ai confini con Segrate un ufficio che si occupa… del centro di Milano.

– Un ufficio, però, che ha una marcia in più (si fa per dire). Infatti, giunti all’indirizzo indicato sul sito, l’ufficio non si trova. O meglio, si trova dopo varie ricerche: è furbamente collocato nella palazzina interna posta in un grande cortile. Cartelli, fuori, nemmeno l’ombra. Ma davanti alle scale sì. Ovviamente microscopici e fatti in modo artigianale.

– Stringente la logica: gli avvisi servono quando sei già arrivato sul posto. Seconda sorpresa: occorre salire al secondo piano,  ma non esiste l’ascensore. Nemmeno per i disabili. Chiediamo informazioni ad un’addetta la quale, mestamente, ammette che esiste solo un montacarichi… ma non è abilitato. Quindi due piani a piedi, anche per i disabili.

– Poi il solito copione, il salone pieno di umanità inferocita ed i soliti numerini-carogna che torturano tutti con la loro lentezza nello scorrere.

 

L’EX VICESINDACO DE CORATO E L’EX ASSESSORE MASSEROLI SCELGONO IL CALESSE – Torniamo in centro dove, in piazza Oberdan, l’ex assessore Masseroli e l’ex vicesindaco De Corato la buttano sullo sfottò entrando nell’area C, gratis, a bordo di un calesse trainato da un cavallo. Che sia questo il veicolo che, in futuro, affollerà le vie del centro di Milano?

 

CODE NEI VIALI LIMITROFI ALLE TELECAMERE – E così si tira la giornata. I milanesi sfollano dall’Area C. E nei viali limitrofi di code ne facciamo, e più del solito. Ma questo non desta preoccupazione, gli inquinanti delle auto in coda, ligi alle ordinanze del sindaco non si sognano di entrare in centro, forse temono che qualcuno tenti di tassare anche loro.

 

PIAZZA DELLA SCALA ORE 17,00: MANIFESTAZIONE DI PROTESTA – E arrivano le 17. In piazza Della Scala ha inizio la prevista manifestazione del Pdl contro l’Area C. Slogan al megafono, un trombettiere e tanta gente indignata che rumoreggia con altri contestatori: i lavoratori chiamati per il censimento che, per ora, sono stati pagati con una cordiale stretta di mano di qualche assessore.

 

PER CONCLUDERE: A QUANDO LA RETROMARCIA? – Insomma, la nave che solca il mare dei sogni dell’assessore Maran e del sindaco è naufragata miseramente. Eppure hanno avuto mesi e mesi per organizzarsi, per istruire il personale, per trovare uffici decenti. E per informare bene i cittadini, favorevoli o contrari che fossero. Compresi i tanti anziani che non dispongono di un computer, che non vanno su Internet e che non sanno esattamente che cosa sia un sito.

– Comunque animo, cari lettori, non c’è giorno che Pisapia non faccia presente che tutto è rivedibile. Non c’è giorno che il sindaco non faccia capire che, dopo la finta sperimentazione, correrà ai ripari.

– Non disperiamo. La retromarcia del sindaco è alle porte. Con la speranza che, di fatto, il rimedio non sia peggiore del danno già subito dai milanesi!

 

 

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M.G.

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