Vigili di quartiere a Milano: andranno in bici e dovranno essere gentili, non Rambo. Commenti

La giunta Pisapia è entusiasta, meno i sindacati e gli stessi colleghi dei 372 vigili di quartiere che hanno ufficialmente iniziato a presidiare il territorio milanese.

 

SI PARTE DAI 650 MILITARI SCACCIATI AD AGOSTO DALLE STRADE MILANESI – I vigili di Quartiere sono un progetto cardine della nuova Amministrazione comunale, che alla vigilia dello scorso agosto ha fatto ritirare i 650 militari che presidiavano le zone più a rischio della città secondo il progetto “Strade Sicure”, varato dal 2008.

 

L’AUMENTO DI SCIPPI ED AGGRESSIONI – Da allora la Questura ha ufficialmente confermato un aumento degli atti di microcriminalità nelle strade cittadine; la causa, ovviamente, non è da imputare “soltanto” alla soppressone dei pattugliamenti misti o di tutti gli altri nuclei di presidio eliminati dalla giunta arancione, ma anche da sfortunate coincidenze.

– Una su tutte, ad esempio, proprio dal giungo 2011 (data coincidente con l’insediamento della giunta Pisapia), l’aumento costante della quotazione dell’oro, mai così elevata a causa della crisi e del ruolo di bene-rifugio rappresentato dal prezioso metallo.

– Da qui, come ha spiegato la Questura, il drammatico ritorno di furti predatori quali il furto della catenina, aumentato a dismisura con molteplici aggressioni anche nella stessa giornata,  nonché gli scippi agli anziani per ottenere un anello o un braccialetto.

 

L’ENTUSIASMO DEL COMUNE E DELL’ASSESOSRE ALLA SICUREZZA MARCO GRANELLI – Tutto ciò, tuttavia, sembra destinato a sparire grazie all’iniziativa dell’arancione giunta, rispetto alla quale l’assessore alla Sicurezza di Milano, Marco Granelli, si dichiara entusiasta, spiegando che per congegnare il progetto ha ascoltato personalmente i milanesi ed è anche sceso, sempre personalmente, nei consigli di zona e nelle strade cittadine.

 

LE CRITICHE DEI SINDACATI –

– deludente l’esperienza europea: Più perplesso, invece, il segretario del Sulpm, Daniele Vincini, che spiega come la figura del vigile di quartiere sia una figura non solo non innovatrice, ma “addirittura vecchiotta, lo dimostrano le negative esperienze in città europee”.

– Corsi di formazione attivi soltanto a meta’ maggio: I sindacati, inoltre, puntano il dito anche sull’impreparazione dei ghisa stessi coinvolti nel progetto. Nonostante i vigili di quartiere siano stati ufficialmente varati, il corso della loro formazione si svolgerà nella seconda settimana del mese prossimo, a metà maggio.

– Inesistente il turno serale, momento più delicato soprattutto per le donne: Inoltre, se il progetto dei nuovi ghisa è nato, come spiegato da Granelli, con la funzione specifica di “aumentare la percezione di sicurezza”, ancora i sindacati non si spiegano come mai i turni coperti siano soltanto a mattino e pomeriggio, tralasciando completamente la sera. In questo senso Aldo Tritto, segretario provinciale Csa vigili, stigmatizza: «Il Comune ha voluto spingere sull’acceleratore, senza essere nelle condizioni per farlo. Per fare partire il nuovo servizio sono stati scoperti altri reparti e così sarà anche in futuro, perché non ci sono assunzioni all’orizzonte.

– La bicicletta? E’ un mezzo inadeguato: Anche la scelta dei mezzi utilizzati dai vigili di quartiere non passa l’esame con piena sufficienza. I nuovi ghisa, infatti, presidieranno la sicurezza milanese a piedi o in bicicletta, cosa che purtroppo riporta alla memoria fatti tragici per la nostra città, quale la tragica morte di Niccolò Savarino, investito dal Suv guidato da un giovane nomade proprio mentre l’uomo svolgeva il proprio compito di vigile di quartiere. Puntuale la replica dell’assessorato alla Sicurezza, che assicura di aver riflettuto proprio su tale sconvolgente fatto per creare l’iimagine di “un vigile gentile, tutt’altro che un Rambo, attento ad ascoltare i milanesi e Milano”.

– Timore dell’effetto boomerang: Altre perplessità derivano poi  dal fatto che, poiché il progetto mira a mettere in comunicazione diretta le problematiche dei cittadini con la Polizia locale, è probabile che si crei un aumento di richieste concretamente ingestibile dalla struttura

 

SCONTENTEZZA ANCHE TRA QUALCHE COLLEGA – Qualche dissenso arriva infine anche tra i ghisa stessi, poiché i colleghi di quartiere saranno esonerati da specifici compiti come, ad esempio, la regolamentazione del traffico agli incroci, rispetto alla quale saranno impegnati invece, loro malgrado,gli agenti delle pattuglie.

 

COMUNQUE VADA, SARA’ UN SUCCESSO – Tra polemiche, critiche e lamentele, il progetto è comunque partito. A questo punto saranno soltanto i vigili di quartiere stessi a dare la migliore risposta sulla funzionalità o meno della struttura e, come già visto con iniziative assolutamente avversate dalla cittadinanza ma poi presentate dal Comune come fulgide vittorie dell’Amministrazione (una su tutte Area C), comunque vada sarà un successo.

 

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Di Redazione