Area C Milano, le promesse fatte e non mantenute dal Comune su Area C

L’aveva giurato e spergiurato, l’assessore alla Viabilità di Milano, il 31enne Pier Francesco Maran, durante gli incontri con i cittadini antecedenti al varo di Area C: “Si tratta solo di una sperimentazione, siamo aperti al dialogo continuo con i cittadini, i residenti e i commercianti: cambieremo insieme ciò che non va bene di Area C, in corso d’opera. Le vostre parole sono importanti”. A quasi due mesi dall’attivazione delle telecamere, però, il malcontento è alle stelle, e tutte le aperture inizialmente manifestate dal Comune si sono implacabilmente chiuse.

 

LA BUFALA DELLE ESENZIONI PER I MALATI CRONICI – Si inizia dalla vergognosa bufala dei malati cronici, rispetto ai quali il Comune stesso aveva scritto, l’11 gennaio 2012:

 

Ai malati cronici sono state riconosciute l’esenzione dal pagamento di Area C e la deroga a circolare con motorizzazioni vietate (equiparando la loro condizione a quella dei disabili) per sottoporsi a cure, sia nel caso in cui le strutture siano situate all’interno della Cerchia dei Bastioni, sia nel caso in cui il malato sia residente in Area C e rientri dopo aver effettuato la cura in strutture situate nel resto della città”.

 

– Purtroppo, però, conducendo le opportune verifiche per appurare se tale esenzione sia stata effettivamente concessa, l’amara sorpresa: l’esenzione non è affatto rivolta ai malati cronici, bensì ai malati che, durante precise giornate indicate con tanto di calendario rilasciato dall’ospedale, si recano nelle strutture sanitarie per venire sottoposti solo ed eslusivmente al farmaco salvavita (come ad esempio la chemioterapia, la radio o la dialisi).

– E qui la bufala: chi, infatti, ha avuto ad esempio un tumore, sa bene che a seguito della chemio sarà vincolato a sottoporsi per tutta la vita a visite di controllo periodiche, recandosi contestualmente in ospedale per effettuare esami di monitoraggio e approfondimenti richiesti non solo dai medici oncologici, ma anche da colleghi specializzati nella cura l’organo colpito dalla patologia.

– Tutto ciò si traduce dell’inevitabile obbligo di recarsi in ospedale anche più volte la settimana ma, alle migliaia di persone in tale situazione, il Comune ha negato l’esenzione.

– Per fugare ogni dubbio Cronacamilano ha intervistato una paziente del Fatebenefratelli.

– La signora ha spiegato di essere affetta da una sindrome cronica da 30 anni, e aver combattuto per tutto il 2010 anche contro un tumore.

– Ora, la paziente è costretta a recarsi costantemente in ospedale poiché in cura non solo con l’oncologa, la anche con un pneumologo e una immunologa.

– Tuttavia, poiché il farmaco salvavita (cioè la chemio) l’ha oramai concluso, per ogni esame, ogni visita e ogni terapia alla quale deve sottoporsi, è costretta a farsi accompagnare in auto dal marito pagando puntualmente il ticket dell’Area C.

 

GLI ORARI AGEVOLATI PER I RESIDENTI CHE USANO L’AUTO PER LAVORO, E DEVONO QUINDI PAGARE TUTTI I GIORNI LA TASSA PER TORNARE A CASA – La seconda promessa sbandierata e, poi, puntualmente rimangiata, riguarda i residenti di Zona 1.

– Era il 9 gennaio 2012 quando, al CAM di corso Garibaldi, l’assessore Maran incontrava i residenti di Zona 1 per “confrontarsi” su Araea C.

– La rivolta cittadina era prevedibile ed inevitabile: circa 400 milanesi furiosi e compatti al grido “Non vogliamo pagare la tassa per tornare a casa nostra!”

– Inoltre, furiosi anche i residenti di Zona 1 proprietari di veicoli euro 3 diesel che, per i primi 12 mesi di Area C, stanno “godendo” di una deroga al divieto di circolazione ma, dalla fine del 2012, saranno completamente bloccati. Di conseguenza, i residenti proprietari di tali veicoli, per uscire dalle proprie casa in auto, a differenza dei milanesi residenti fuori dalla Cerchia, a partire dalla fine di quest’anno saranno costretti ad acquistare un veicolo nuovo, sottoponendosi ad un spesa assolutamente gravosa soprattutto in tale periodo di crisi economica.

– A seguito di tre ore di proteste serratissime, il giorno dopo l’incontro pubblico era subito arrivata la dichiarazione dell’assessore Maran, strillata a titoloni su tutti i giornali, riportando l’immagine di un assessore ragionevolmente colpito da quanto accaduto e pronto a concedere agevolazioni orarie per quei residenti di Zona 1 (secondo il Comune soltanto il 5%) che utilizzano tutti i giorni l’auto per lavorare.

– Per loro la promessa di una riduzione dell’orario in cui sarebbe stata in vigore Area C, le cui telecamere si sarebbero accese alle 10,30 invece che alle 7,30 e spente alle 16,30 (o alle 17, era ancora da decidere secondo Maran), invece che alle 19,30.

– CronacaMilano si è quindi personalmente recata all’ufficio residenti Area C di piazza Duomo 19/A ma, ancora una volta, la promessa è stata negata: nessuna agevolazione oraria, neppure per chi lavora fuori città. Il pedaggio, pertanto, lo dovranno pagare tutti.

 

LA TERZA BUFALA, I GIOVEDì DELLO SHOPPING – L’ultimo caso è quello dei commercianti dell’Area C, disperati per una perdita di fatturato certificata da Confcommercio del 40%.

– Gli 8 km quadrati di Area C, infatti, ospitano il 25% delle attività commerciali della città, i cui commercianti sono in ginocchio da quando è entrato in vigore il provvedimento.

– L’ultima proposta, accolta inizialmente, ancora una volta, con positività da Palazzo Marino, risale ai primi di febbraio, quando l’Unione del Commercio ha chiesto di spegnere le telecamere prima delle 19,30 in occasione dei “giovedì dello shopping”, concepiti per rilanciare la vita economica della Cerchia.

– Dopo una prima apertura, ora la negazione anche di tale accordo: non ci sarà alcun giovedì dello shopping, nessuna agevolazione, nessun aiuto.

– Intanto, dopo manifestazioni davanti a Palazzo Marino, raccolta firme, appelli e suppliche di ogni genere, dallo scorso 3 marzo l’associazione Commercianti Area C ha messo in atto una nuova forma di protesta: tenere spente le vetrine lasciando al buio le vie dello shopping da via dell’Orso a via De Amicis.

– «Spegniamo le luci oggi per non chiudere i negozi domani», recitano i cartelli appesi su oltre 200 negozi della zona, dove la protesta continuerà fino a domenica 11 marzo.

– Intanto, secondo una ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza, Area C sta costando 700mila euro alla settimana ai commercianti di Milano e Hinterland, mentre il Comune ne incassa 145mila al giorno con una previsione di 35milioni all’anno contro i 4,8 milioni annui prodotti da Ecopass.

 

E IL PM10? E’ DIMINUITO OPPURE NO? – In tutto questo, nonostante sia di eri la notizia pubblicata dal Comune circa la diminuzione del 47% del PM10 all’interno della Cerchia, a partire dal 16 gennaio 2012 le polveri sottili sono salite, secondo i dati certificati dalle centraline di Arpa, fino a 228 microgrammi per metro cubo riscontrati il 19 febbraio scorso proprio al Verziere, nel cuore di Area C, superando di quasi 5 volte il limite di 50 microgrammi per metro cubo stabilito dalla Legge.

– Per tale motivo, in questi 40 giorni circa di provvedimento sono già scattate due volte le ordinanze antismog che hanno completamente bloccato la circolazione dei veicoli Euro 3 in Provincia e in tutta Milano, nonché hanno stabilito anche il divieto per i negozi di tenere aperte le porte d’ingresso (per vedere le foto di CronacaMilano di chi l’ah rispettato e di chi non l’ha fatto, CLICCA QUI), e l’obbligo di mantenere la temperatura di ogni edificio, pubblico o privato, non superiore ai 19 gradi centigradi.

L’ordinanza, che entra in vigore dopo 7 giorni costanti di sforamento dei limiti di PM10, è entrata in vigore:

–         la prima volta il 23 gennaio 2012, venendo poi revocata il 2 febbraio grazie agli effetti benefici della neve,

–         la seconda volta il 14 febbraio, venendo poi sospesa il 29 febbraio, grazie a tre giorni consecutivi di PM10 rientrato grazie al vento che ha caratterizzato le giornate di domenica 26, lunedì 27 e martedì 28 febbraio.

 

“ABBIAMO DIMINUITO IL TRAFFICO” – Alla luce di tutto ciò, Comune & Maran hanno sostenuto a spada tratta la diminuzione effettivamente riscontrata all’interno degli 8 km quadrati rispetto i quasi 200 chilometri quadrati di superficie ricoperti dall’intera città di Milano.

– in questo senso, la domanda sorge spontanea: “poiché con Area C si è introdotto il divieto di accesso al centro storico di benzina Pre Euro, gasolio Pre Euro, Euro I, Euro II ed Euro III, aggiungendo il pagamento del ticket fisso di 5 euro per tutti gli altri veicoli nonché, dal 23 gennaio al 2 febbraio e dal 14 febbraio al 29 febbraio anche il blocco totale delle circolazione degli Euro 3 diesel senza fap sia in tutta Milano che in provincia… avrebbe potuto non registrarsi un drastico calo della circolazione?!”

– In questo senso, lapidaria la risposta del presidente della Provincia, on. Giudo Podestà: “Se il ticket di Area C fosse stato di 100 euro, il problema del traffico non sarebbe soltanto diminuito, ma sarebbe proprio stato proprio azzerato”.

 

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Di Redazione

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