Imbrattamenti writer Porta Ticinese Milano durante Fuorisalone del design, denuncia di Michele Pini, presidente di Fiera Milano

Nuovi problemi per i writers, rei di imbrattare la città con scritte che, nel 2010, solo per quanto subìto dai convogli di Atm sono costate ai milanesi ben 6milioni di studentesche” su palazzi, monumenti, pensiline degli autobus, cartelloni pubblicitari, immobili pubblici e privati.euro. Seguono a ruota gli imbrattamenti regolarmente perpetrati durante le manifestazioni “

 

Ora il presidente di Fiera Milano Michele Perini, alla luce di alcuni imbrattamenti realizzati durante le notte tra giovedì e venerdì scorso in occasione degli eventi del “Fuorisalone” del design  in zona Ripa di Porta Ticinese, ha sporto denuncia e chiesto tolleranza zero ai candidati Sindaci per contrastare il fenomeno.

 

“Più che una porta il presidente della Fiera Milano Michele Perini sfonda un portone aperto – commenta il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.

 

“Sulla tolleranza zero ai writer, infatti, nessuna città eguaglia Milano. – aggiunge De Corato. –Proprio giovedì scorso per la prima volta, mi risulta, in Italia, un graffitaro è stato condannato alla reclusione (4 mesi) anziché a pagare una semplice multa. E se oggi esiste una pena severa contro i danni milionari causati dagli imbrattatori (fino a due anni per i recidivi) è perché il governo Berlusconi ha accolto una richiesta del Comune di Milano che ha portato alla riforma dell’articolo 639 del codice penale. Tale articolo, ora, prevede il giudizio non più davanti al giudice di pace ma davanti al Tribunale, e la procedura d’ufficio, anziché a querela, su tutto il territorio cittadino”.

 

Contro i writer – ricorda poi il vicesindaco – il Comune di Milano ha numeri concreti: 11 sentenze di condanna, 83 denunce del Nucleo Tutela Decoro Urbano della Polizia locale, 183 sanzioni da 450 euro in base all’ordinanza sindacale e 6 processi entro giugno in cui l’Amministrazione stessa sarà parte civile.

 

“Constato che sul tema Pisapia è latitante – sottolinea De Corato – come sul consumo delle droghe, sulle occupazioni abusive dei centri sociali. L’amministrazione Moratti al contrario non ha nulla da nascondere.


“Faccio infatti notare – conclude infine De Corato – che sui writer il Comune di Milano aveva già chiesto una modifica della legge all’ex ministro dell’Interno del governo Prodi,  Giuliano Amato, nell’ambito dei ‘patti per la sicurezza’. E naturalmente non aveva portato a nulla. A dimostrazione che la sicurezza non è nel dna della sinistra”.

 

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Di Redazione


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